Il Campeggio Glamoroso!
A Bologna il verde urbano serve a garantire che ogni albero stia fermo al suo posto per Instagram
Il campeggio era lì da prima, ma non massimizzava profitti e non poteva essere affittato per gli eventi. Il verde ok cresceva ma non riusciva ad essere abbastanza glam. Invece quando tutto sarà pronto la reception sarà una struttura di vetro e acciaio piantata tra due querce secolari e il personale indosserà divise realizzate con tessuti biologici. Potete scommetterci. Perché a Bologna il problema non è tanto abbattere il verde quanto lasciarlo com’è. Questo viene considerato un grave errore di pianificazione. Un campeggio che campeggia non è abbastanza dinamico. Serve un upgrade, una parola inglese, una variante tipo il “camping” ma che diventi glamour: il Glamping. Del resto a cosa serve un posto dove i selfie vengono di merda? Non cambia la forma ma solo solo lo status morale e conseguentemente l’instagrammabilità. Dove c’era natura disorganizzata ci sarà una visione urbanistica. Mentre i turisti che cercano riparo dai BnB o dalla persecuzione dei taglieri non avranno scampo. Per loro ci sarà la tenda inclusiva fatta di tessuti biologici. Certificata con cuciture etiche e con vista sull’idromassaggio dove prima c’era un albero. Il prezzo di accesso non verrà rivelato fino al giorno dell’inaugurazione. Ma il nuovo Glamping avrà la sua palestra, le sale conferenze, la SPA e i ristoranti e il suo consumo di suolo pubblico supplementare di quasi un chilometro quadrato. Il tutto grazie a quel rito religioso che non trasforma tanto la spazio quanto le coscienze. Così dove ieri c’era un vincolo e oggi c’è un rendering domani ci sarà una possibilità. Non è consumo di suolo è solo rendere il suolo più elegante. Poi arriverà anche il momento topico della solita rivelazione misteriosa dove più cementificazione in realtà significa miracolosamente meno impermeabilizzazione. Il momento di “ ti prendo un platano adulto ma ti pianto tre stecchini asfittici nelle vicinanze”. Sono momenti sublimi in cui l’urbanistica di Matthew accarezza le corde della poesia astratta. Bene ora il processo decisionale chiede una sola cosa: fiducia. Fiducia che il bosco regga. Fiducia che il fiume obbedisca. Fiducia che l’eccezione non diventi sistema. Ma soprattutto fiducia che il mercato sappia quanti bungalow servono. Poi quando tutto sarà pronto, il Glamping brillerà. Elegante, green, glamour, inclusivo. Ma solo quando non ci saranno più dubbi, più vincoli e più alberi fastidiosi che crescono dove potrebbero disturbare dei selfie.