La città

Agorà: la forma assembleare della crisi politica italiana

A Bologna Partita Aperta propone con Agorà di Angelo D'Orsi un progetto collettivo che unifichi vertenze sociali, ambientali e sindacali.

Il 27 giugno 2026 a Roma è stata presentata Agorà, un nuovo soggetto politico che si propone come spazio di aggregazione per associazioni, comitati e cittadini. L’iniziativa era stata annunciata il 2 giugno dal professor Angelo D’Orsi e si inserisce nel tentativo di costruire una piattaforma politica alternativa alle forze di governo e opposizione tradizionali.

Dietro la parola “agorà”, che richiama l’idea di piazza e partecipazione diretta, si sviluppa un’operazione politica che tenta di trasformare il malessere diffuso verso rappresentanza e istituzioni in un nuovo soggetto organizzato.

Un’assemblea permanente come forma politica

La struttura proposta da Agorà si basa su incontri pubblici e assembleari, con interventi dal basso e modalità di discussione orizzontali.

L’incontro previsto l’8 luglio 2026 a Bologna, organizzato da Partita Aperta, segue questa impostazione: cerchio, parola distribuita, raccolta di contributi e testimonianze. Da quando è nata Partita Aperta, propone la creazione di una una rete orizzontale di controinformazione per discutere del controllo del dissenso, delle nuove forme della censura di guerra, della negazione dei diritti e dei bisogni reali della cittadinanza. Siamo anche per l’utilizzo di gruppi di lavoro tecnici per analizzare criticamente gli atti dell’amministrazione pubblica, denunciarne le irregolarità ed intervenire con azioni giuridiche dirette sulle criticità dei progetti urbanistici e sugli usi arbitrari degli spazi pubblici. Miriamo alla formazione di presidi sul territorio per la diffusione di documenti e materiali di inchiesta e denuncia come il dossier No NATO per contrastare la crescente militarizzazione e facilitare l’opposizione fattiva alla guerra. Ci prefiggiamo altresì di produrre testi ed informazione critica per far crescere una resistenza popolare qualificata e diffusa capace di smascherare la narrazione dei comitati d’affari e dei poteri che devastano la nostra città, Bologna.

In sintesi, Partita Aperta propone un progetto collettivo che unifichi vertenze sociali, ambientali e sindacali dentro una prospettiva autonoma, comunitaria e antimperialista avente come finalità la costruzione di un Consiglio Cittadino. Un’ Agorà permanente, capace di agire come embrione di potere alternativo nelle mobilitazioni e nei momenti pubblici; un’Agorà che presidia il territorio, e costruisce controinformazione e mobilitazione attiva.

Le modalità di lotta potranno essere espresse in vari modi:

a livello personale, opponendosi alle imposizioni che giungono da UE, NATO, Governo e contribuendo al coinvolgimento di altre persone della propria comunità.

a livello collettivo, facendo circolare le proprie idee, quelle dei comitati di lotta presenti sul territorio, delle rivendicazioni sindacali e le posizioni di eventuali forze politiche di opposizione vera: tutto questo non per mere finalità di proselitismo, ma per alimentare e diffondere il pensiero critico in una logica di allargamento orizzontale dei consensi e, per quanto possibile, evitando gli strumenti di controllo digitale della comunicazione.

a livello comunitario, con l’organizzazione di seminari di controinformazione e approfondimento, promuovendo cooperazioni ideologiche internazionali, partecipando a manifestazioni, promuovendo il boicottaggio delle spedizioni di armi a governi imperialisti, sionisti e proxies di Nato-Ue, puntando ove possibile al bando della loro produzione. Porteremo quindi avanti, se possibile anche dentro Agorà per l’Italia, di cui condividiamo appieno i Punti essenziali del Programma, la nostra battaglia di ampio respiro per l’affermazione di nuove situazioni comunitarie che sappiano vivere e costituire, in prospettiva, un insieme coordinato di contropoteri reali in grado di reggere in questa guerra totale e di prendere in mano le sorti dell’Italia quando la cosiddetta classe dirigente che ci sta portando alla rovina perpetrerà l’ultimo e più grande tradimento nei confronti del popolo italiano: il collasso pilotato dall’alto dello stato e di ogni struttura del vivere sociale, economico, culturale e politico.

L’elemento centrale non è pertanto un programma già definito in senso tradizionale, ma la costruzione progressiva del progetto attraverso la partecipazione dei presenti alla lotta e, per questo, ci istruiamo, ci agitiamo, e ci organizziamo con intelligenza e passione.

Questo modello si presenta come superamento della politica rappresentativa classica, ma allo stesso tempo ne riproduce alcune dinamiche tipiche: la ricerca di sintesi, la selezione dei temi e la costruzione di una direzione politica a partire da una pluralità di voci.

Il programma: tra rottura sistemica e ridefinizione dello Stato

Le linee programmatiche dichiarate di Agorà includono:

  • revisione dei rapporti con Unione Europea e sistema dell’euro uscita dalla NATO e riposizionamento delle alleanze internazionali rafforzamento del ruolo dello Stato nell’economia e nei settori strategici
  • ampliamento del welfare e redistribuzione delle risorse
  • revisione dell’attuale modello di sviluppo ambientale ed energetico

Nel loro insieme, questi punti delineano un impianto che interviene contemporaneamente su architettura istituzionale, politica economica e collocazione geopolitica del Paese.

Un tentativo di ricomposizione sociale

Il progetto si colloca dentro un contesto in cui la frammentazione della rappresentanza politica e la crisi della partecipazione elettorale vengono lette come segnali di un distacco crescente tra cittadini e istituzioni. Agorà si propone come spazio di ricomposizione di soggetti sociali eterogenei: lavoratori dipendenti, precari, piccole imprese, professionisti e realtà associative. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di un’ “alleanza sociale” in grado di trasformarsi in soggetto politico organizzato.

Il nodo della forma politica

Il punto critico del progetto riguarda la trasformazione dell’assemblea in struttura politica stabile. La scelta di un modello orizzontale e partecipativo pone la questione della capacità di sintesi decisionale, della rappresentanza interna e della gestione delle divergenze. In questo senso, Agorà si colloca in una tradizione recente di movimenti che cercano di conciliare partecipazione diffusa e organizzazione politica efficace, con esiti ancora aperti.

Bologna come primo banco di prova

L’incontro bolognese rappresenta una delle prime verifiche territoriali del progetto. La città diventa uno dei luoghi in cui la proposta viene presentata a reti associative e cittadini, con l’obiettivo di avviare un radicamento locale.

In questa fase iniziale, Agorà appare come un dispositivo politico in costruzione: ancora privo di una forma definitiva, ma già orientato a definire un perimetro di posizionamento nel panorama politico nazionale.

Intervista al Professor Angelo D’Orsi
Angelo D’Orsi

Allievo di Norberto Bobbio è stato Professore Ordinario di Storia del Pensiero Politico presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino. Tra i massimi esperti di Antonio Gramsci ha insegnato anche Storia delle culture e delle ideologie politiche. È storico, politologo, saggista, molte le sue collaborazioni e pubblicazioni come editorialista e autore. Attualmente dirige la rivista “Historia Magistra”. Nel giugno del 2026 fonda il movimento politico Agorà.

Agorà è un movimento culturale, un laboratorio politico o un soggetto che punta esplicitamente alla competizione elettorale? In quale momento si passa da uno all’altro?
Agorà nasce esplicitamente come Associazione Politica (che non si esclude possa evolversi in vero e proprio partito), con il fine primario, anche se non ultimo, della partecipazione alle Elezioni politiche del 2027.
Qual è il punto di mediazione tra partecipazione dal basso e necessità di governabilità?
Questa è una delle scommesse più difficili: detto diversamente, il punto è conciliare democrazia e direzione politica.
Come si evita che la dimensione assembleare resti confinata a una funzione consultiva senza impatto reale?
Agorà è la piazza che discute e decide, ma entro i limiti dei documenti fondativi (25 aprile e 2 giugno) dell’Associazione. E dalla discussione si dovrà arrivare sempre a deliberazioni, tenendo conto della volontà generale, che dovrà tuttavia avere un riscontro preciso e diretto negli organismi previsti dallo Statuto (in via di definizione, oggi), ossia il Comitato centrale e l’Ufficio Politico.
Quale è la posizione di Agorà rispetto ad UE, euro e NATO?
Sono espresse chiaramente nei documenti fondativi: oggi UE e NATO sono un tutt’uno che deve essere smantellato, sia perché sono una macchina bellica pericolosa e invasiva, sia perché impediscono ambedue il recupero di una piena sovranità (democratica) per l’Italia, che è uno dei punti dirimenti di Agorà. Quanto all’euro è lo strumento che impedisce la sovranità monetaria, che parimenti a quella politica, militare e culturale, va ricuperata, addirittura pregiudizialmente.
Quale è la posizione di Agorà rispetto ai flussi migratori?
Ci siamo già ripetutamente espressi al riguardo. Le migrazioni sono manifestazioni che accompagnano la storia umana dalle origini più remote. E negli ultimi decenni si sono intensificate a causa di ragioni climatiche e politico-militari: l’Occidente ha colpe pesantissime, ma nel contempo va sottolineato che flussi migratori incontrollati sono un fattore di disgregazione sociale, e generano, a torto o ragione, paure e risentimenti, mentre finiscono per essere uno strumento in più per lo sfruttamento di questa manodopera di riserva, e per tenere bassi i salari per i lavoratori nativi. Insomma, no alle politiche dei respingimenti o peggio della sciagurata e impraticabile “remigrazione”, sì all’accoglienza e all’inserimento, ma con cautela, gestendo il fenomeno, non facendosene schiacciare.
Esiste una valutazione tecnica o economica dei costi di transizione delle misure proposte?
I Gruppi di competenza di Agorà ci stanno lavorando.
Come si intende tradurre l’idea di “sovranità” in strumenti amministrativi concreti?
Rivalutando il concetto di “popolo”, compiendo lo sforzo di fare emergere bisogni comuni, e dare loro risposte soddisfacenti e credibili.
Esiste un soggetto sociale “centrale” o tutti i gruppi hanno lo stesso peso politico?
L’opzione è quella del “centralismo democratico”, contemperando base (gli aderenti) e vertice (Presidenza o Segreteria e Ufficio Politico), e connettendoli strettamente attraverso organi intermedi (Comitato centrale, Comitato delle Associazioni).
Quali relazioni internazionali alternative vengono considerate realisticamente praticabili nel breve periodo?
Ripresa delle relazioni commerciali con la Federazione Russa e rilancio di quelle con la Repubblica Popolare Cinese. Ma altresì uno sforzo di recuperare la centralità dell’Italia nel Mediterraneo, con nuovi rapporti bilaterali con singoli Stati e una richiesta di adesione come membro aggiuntivo, anche se non come socio in questa fase, ai BRICS.
Come si colloca il concetto di multipolarismo rispetto alle attuali dipendenze economiche e infrastrutturali dell’Italia?

Se si riprende a dialogare con Cina e Russia, si recupera il ruolo storico dell’Italia nel Mediterraneo e si apre il dialogo con i BRICS, il condizionamento USA-UE diminuirà. E si potrà avviare un percorso verso multipolarismo e multilateralismo.
Agorà prevede leadership formali o si basa esclusivamente su rotazione e assemblea?

Inevitabilmente, ci saranno cariche e ruoli formali. Stiamo costruendo un’organizzazione e quindi un organigramma. Nei prossimi giorni avverrà anche la formalizzazione, ai sensi di legge e fiscali, di Agorà come Associazione Politica.
Cosa distingue Agorà da altri tentativi di costruzione di soggetti “dal basso” già visti in Italia?
Tutti quei tentativi erano aggregazioni di “sinistra radicale” con parole d’ordine che non fuoruscivano da quel target, e quindi rimanevano confinati entro quel recinto. Del resto Agorà non nasce “dal basso”, ma semmai l’opposto: nasce da una proposta di un singolo, il sottoscritto, che ha provato a coinvolgere altri singoli, nonché collettivi: associazioni partiti sindacati movimenti locali. E l’Assemblea Nazionale del 27 giugno 2026 è stato il primo risultato. Agorà vuole parlare al “popolo” nella sua interezza, proponendo argomenti concreti, attinenti alla vita di ciascuno e di tutti, a cominciare dal “Sistema guerra”.
In che modo il progetto risponde al rischio di restare una somma di assemblee senza capacità di incidere?
Il futuro è da costruire, tenendo conto delle esperienze e degli errori del passato. Ho ricordato all’Assemblea costitutiva di Agorà le tre frasi gramsciane dell’ “Ordine Nuovo”, che sono tre “comandamenti”: Istruitevi, Agitatevi, Organizzatevi. E cercherò di indirizzare il movimento su tali direttrici.