Prima del Rendering
quando il verde diventa una narrazione
Ci sono progetti urbani che vengono presentati attraverso numeri, volumetrie e planimetrie. E poi ci sono quelli che arrivano accompagnati da un vocabolario molto più seducente: sostenibilità, resilienza, biodiversità, comunità, nature-based solutions, rigenerazione.
Il nuovo Ecodistretto Bertalia-Lazzaretto appartiene decisamente alla seconda categoria.
Ed è proprio per questo che vale la pena fermarsi sulle parole prima ancora che sui rendering.
Non perché l’architettura sostenibile sia un problema. Né perché edilizia sociale, efficienza energetica e qualità dello spazio pubblico siano obiettivi da mettere in discussione. Il punto è un altro: quando un progetto interviene su un territorio nel quale la vegetazione spontanea ha costruito nel tempo un sistema ecologico, quanto basta aggiungere la parola “verde” all’architettura perché quell’intervento possa essere considerato ambientalmente equivalente alla conservazione di ciò che esiste già?
La domanda riguarda Bertalia-Lazzaretto, ma va oltre il singolo progetto. Perché nel momento in cui una città deve decidere cosa costruire, trasformare o lasciare evolvere, non è sufficiente misurare quanto sarà sostenibile ciò che verrà costruito. Bisogna anche chiedersi quale valore abbia ciò che verrebbe cancellato.
Per questo abbiamo deciso di affrontare il tema in tre episodi.
Nel primo, entriamo nella narrazione dell’Ecodistretto e mettiamo a confronto il linguaggio utilizzato per raccontarlo con la realtà del territorio sul quale dovrebbe sorgere.
Nel secondo, facciamo un passo indietro e proviamo a capire cosa sia davvero un bosco: non una superficie coperta di alberi, ma un ecosistema complesso, fatto di suolo, acqua, organismi, relazioni e processi che un progetto architettonico può accompagnare, ma non semplicemente ricreare.
Nel terzo, arriviamo alla questione più scomoda: se sostenibilità significa anche ridurre la trasformazione del territorio, può esistere una sostenibilità fondata sulla rinuncia? E soprattutto: quando il verde di un progetto serve a raccontare come ambientalmente positiva una trasformazione che comporta comunque consumo, frammentazione e perdita di habitat, dove finisce la sostenibilità e dove comincia il greenwashing?
Tre episodi, quindi, per provare a fare una cosa piuttosto semplice: togliere per un momento il verde dalle parole e guardare cosa rimane del territorio.
Foto di Antonio Iannibelli