Gli ecosistemi

Food and Feed Omnibus

anche le Nazioni Unite intervengono sui rischi della deregolamentazione dei pesticidi

Il 7 ottobre 2026, cinque esperti indipendenti delle Nazioni Unite, nominati dal Consiglio ONU per i diritti umani, hanno firmato una comunicazione ufficiale indirizzata alla Commissione europea, al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea, esprimendo forti preoccupazioni in merito al Food and Feed Safety Omnibus, il pacchetto legislativo con cui la Commissione europea intende semplificare diverse disposizioni in materia di sicurezza alimentare e dei mangimi, inclusa la regolamentazione dei pesticidi e dei biocidi.

La comunicazione è firmata da Shalmali Guttal, presidente-relatrice del Gruppo di lavoro sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali; Astrid Puentes Riaño, relatrice speciale sul diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile; Sofía Monsalve Suárez, relatrice speciale sul diritto al cibo; Mariângela Batista Galvão Simão, relatrice speciale sul diritto alla salute; e Bethanie Margaret Carney Almroth, relatrice speciale sulle implicazioni per i diritti umani della gestione delle sostanze e dei rifiuti pericolosi.

Secondo gli esperti, alcune modifiche proposte rischiano di indebolire significativamente le garanzie esistenti a tutela della salute umana e dell’ambiente, compromettendo il principio di precauzione e sollevando interrogativi sulla compatibilità della proposta con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani.

Le preoccupazioni riguardano anche il processo decisionale, con particolare riferimento all’assenza di una valutazione d’impatto completa, all’utilizzo delle evidenze scientifiche e alla partecipazione della società civile.

In un precedente articolo pubblicato su Antìgene avevamo già analizzato le implicazioni del Food and Feed Omnibus per il principio di precauzione e per il sistema europeo di regolamentazione dei pesticidi. Avevamo evidenziato come alcune modifiche potessero ridurre la capacità delle autorità pubbliche di aggiornare le valutazioni di sicurezza sulla base delle nuove conoscenze scientifiche.

Da allora, queste preoccupazioni sono state riprese e approfondite da ricercatori, organizzazioni della società civile e istituzioni scientifiche europee. La comunicazione degli esperti ONU aggiunge una valutazione delle possibili conseguenze sul piano dei diritti umani.

Le modifiche alla regolamentazione europea dei pesticidi

Il Food and Feed Safety Omnibus, presentato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025, si inserisce nella più ampia agenda di semplificazione normativa promossa dalla seconda Commissione von der Leyen. L’obiettivo dichiarato è ridurre gli oneri amministrativi, contenere i costi per le imprese e migliorare la competitività europea, mantenendo elevati standard di protezione.

Una delle modifiche più significative riguarda il sistema di approvazione delle sostanze attive contenute nei pesticidi.

Il regolamento (CE) n. 1107/2009 prevede attualmente approvazioni di durata limitata, generalmente fino a dieci anni per la prima approvazione e fino a quindici per i rinnovi. Il rinnovo richiede una nuova valutazione delle informazioni disponibili, comprese le evidenze scientifiche emerse dopo l’approvazione precedente.

La proposta della Commissione introdurrebbe invece approvazioni senza una scadenza prestabilita per la maggior parte delle sostanze attive. I riesami verrebbero attivati sulla base dell’emergere di specifiche preoccupazioni relative alla sicurezza.

Questo cambiamento avrebbe conseguenze importanti sulla capacità del sistema regolatorio di identificare nuovi rischi.

Le conoscenze scientifiche sugli effetti delle sostanze chimiche evolvono nel tempo. Alcuni effetti possono emergere soltanto attraverso studi di lungo periodo, nuove metodologie di analisi o osservazioni condotte dopo l’immissione sul mercato.

La comunicazione ONU ricorda che i riesami periodici hanno contribuito al mancato rinnovo di sostanze come clorpirifos, mancozeb e clorotalonil, in seguito all’emergere di nuove evidenze relative a neurotossicità, tossicità riproduttiva, interferenza endocrina, cancerogenicità e impatti ambientali.

Un’analisi dell’organizzazione francese Générations Futures, richiamata dagli esperti ONU, ha inoltre identificato 49 sostanze sintetiche, tra cui glifosato e acetamiprid, che potrebbero beneficiare automaticamente di approvazioni senza scadenza, senza una nuova valutazione scientifica a sostegno di tale decisione.

La proposta prevede anche l’estensione dei periodi transitori durante i quali i prodotti ritirati dal mercato possono continuare a essere commercializzati e utilizzati. In determinate condizioni, questi periodi potrebbero raggiungere i tre anni, rispetto all’attuale limite generale di diciotto mesi.

Un’ulteriore modifica riguarda le deroghe per le sostanze che non soddisfano i normali criteri di sicurezza. La proposta amplierebbe le condizioni per concederle, includendo considerazioni relative alla produzione agricola.

Gli esperti ONU esprimono infine preoccupazione per le disposizioni che potrebbero limitare la capacità degli Stati membri di utilizzare evidenze scientifiche aggiornate e indipendenti nelle procedure nazionali di autorizzazione dei prodotti.

Le preoccupazioni della comunità scientifica

Nel giugno 2026, un gruppo di ricercatori appartenenti a 27 istituzioni scientifiche europee ha pubblicato sulla rivista Science un contributo intitolato EU Omnibus proposal increases pesticide risks (Wintermantel et al., 2026).

Gli autori hanno evidenziato i rischi derivanti dall’eliminazione dei riesami periodici e dall’indebolimento delle procedure di valutazione dei pesticidi. Hanno inoltre criticato la decisione della Commissione europea di procedere senza una valutazione d’impatto formale, considerata la portata delle modifiche proposte.

L’articolo sottolinea l’importanza di rafforzare il monitoraggio degli effetti ambientali e sanitari dei pesticidi, migliorare la disponibilità dei dati sul loro utilizzo e assicurare che le decisioni regolatorie tengano conto delle conoscenze scientifiche più aggiornate.

Queste preoccupazioni sono state riprese nel settembre 2026 in una lettera indirizzata al Parlamento europeo e al Consiglio, promossa dalla professoressa Martina Vijver dell’Università di Leiden e sostenuta da oltre 570 firmatari, tra ricercatori e professionisti impegnati nei settori della salute pubblica e dell’ambiente.

La lettera chiede di sospendere temporaneamente l’esame legislativo delle modifiche relative ai pesticidi fino alla realizzazione di una valutazione d’impatto indipendente e approfondita.

Anche una valutazione scientifica commissionata dal Parlamento olandese, pubblicata nell’aprile 2026, aveva espresso riserve significative sulla proposta.

Secondo gli autori, l’eliminazione dei rinnovi periodici potrebbe comportare uno spostamento dell’onere della prova. Nel sistema attuale, i produttori devono presentare periodicamente informazioni aggiornate per dimostrare che le sostanze soddisfano i requisiti di sicurezza. Nel sistema proposto, l’avvio di un nuovo riesame dipenderebbe maggiormente dalla capacità delle autorità pubbliche o di altri soggetti di identificare elementi sufficienti a giustificarlo.

Questo cambiamento potrebbe aumentare le responsabilità delle autorità di controllo, senza che siano necessariamente previste risorse aggiuntive per svolgere le attività di monitoraggio e valutazione.

La valutazione olandese mette inoltre in discussione l’effettiva capacità delle modifiche di ridurre gli oneri amministrativi e accelerare le procedure.

Le attività di lobbying e la trasparenza del processo decisionale

Le critiche alla proposta riguardano anche le modalità attraverso cui sono state definite le modifiche legislative.

Il Corporate Europe Observatory, organizzazione indipendente che monitora l’influenza delle imprese sulle politiche europee, ha analizzato le attività di lobbying svolte durante la preparazione del Food and Feed Omnibus.

L’indagine, ripresa da PAN Europe, ricostruisce le richieste avanzate dall’industria dei pesticidi e da alcune organizzazioni agricole, tra cui Bayer e Copa-Cogeca, per modificare il sistema europeo di approvazione delle sostanze attive.

Tra le richieste documentate figura l’introduzione di approvazioni senza scadenza, successivamente inclusa nella proposta della Commissione.

L’indagine solleva interrogativi sulla distribuzione delle opportunità di accesso al processo decisionale e sulla trasparenza delle interlocuzioni tra istituzioni europee e portatori di interesse.

La comunicazione ONU richiama queste preoccupazioni, segnalando informazioni relative a una partecipazione limitata delle comunità rurali, dei lavoratori agricoli e delle organizzazioni della società civile, a fronte di numerose interlocuzioni con rappresentanti dell’industria.

Gli esperti chiedono alle istituzioni europee di chiarire quali misure siano state adottate per garantire una partecipazione informata ed effettiva dei soggetti potenzialmente interessati dalle modifiche legislative.

La qualità del processo decisionale assume particolare importanza quando le scelte regolatorie possono determinare conseguenze differenziate sulla salute e sulle condizioni di vita di specifici gruppi della popolazione.

La posizione delle Nazioni Unite: salute, ambiente e diritti umani

La comunicazione del 7 ottobre colloca le modifiche proposte nel quadro degli obblighi internazionali in materia di diritti umani.

Gli esperti richiamano il diritto alla vita, alla salute, a un’alimentazione adeguata e a un ambiente pulito, sano e sostenibile.

Particolare attenzione viene dedicata agli agricoltori, ai lavoratori agricoli e alle popolazioni rurali, che possono essere esposti ai pesticidi attraverso l’attività lavorativa, l’acqua, il suolo, l’aria e la contaminazione degli ambienti domestici.

La comunicazione richiama anche la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali (UNDROP), che riconosce, tra gli altri, il diritto a non utilizzare o essere esposti a sostanze pericolose, il diritto alla salute e il diritto a partecipare alle decisioni che riguardano le proprie condizioni di vita e di lavoro.

Gli esperti evidenziano inoltre la necessità di considerare gli effetti specifici dell’esposizione sui bambini e sulle donne, anche attraverso valutazioni degli impatti distributivi delle modifiche legislative.

Un elemento centrale della comunicazione riguarda il principio di non regressione nella tutela dei diritti umani e dell’ambiente.

Secondo questo principio, la riduzione di livelli di protezione già raggiunti richiede giustificazioni particolarmente solide, una valutazione delle alternative disponibili e adeguate garanzie.

Gli esperti ritengono che l’eliminazione dei rinnovi periodici, l’estensione dei periodi transitori, l’ampliamento delle deroghe e le possibili limitazioni all’utilizzo di nuove evidenze scientifiche possano configurare misure regressive.

La comunicazione richiama inoltre il principio di precauzione previsto dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e gli obblighi di protezione della salute e dell’ambiente derivanti dal diritto europeo.

Le istituzioni europee sono invitate a fornire chiarimenti sulla compatibilità della proposta con questi principi e con gli strumenti internazionali di tutela dei diritti umani.

Le richieste alle istituzioni europee

La comunicazione contiene sette richieste formali di chiarimento.

Gli esperti chiedono informazioni sullo stato del procedimento legislativo, sugli eventuali emendamenti presentati e sulle misure previste per assicurare il mantenimento degli attuali livelli di protezione.

Chiedono inoltre se sia stata realizzata, o se sia prevista, una valutazione d’impatto completa, che consideri le conseguenze di breve e lungo periodo sulla salute umana e sull’ambiente, gli effetti delle nuove deroghe e i possibili impatti differenziati su agricoltori, lavoratori rurali, donne e bambini.

Un’ulteriore richiesta riguarda la partecipazione dei soggetti interessati e delle organizzazioni scientifiche e della società civile alla preparazione e alla discussione della proposta.

Infine, gli esperti chiedono alle istituzioni europee di illustrare le misure adottate per proteggere le comunità rurali dall’esposizione a pesticidi e biocidi, anche attraverso il monitoraggio, la sorveglianza sanitaria, l’accesso alle informazioni e il sostegno a pratiche agricole sostenibili.

La comunicazione costituisce un intervento formale nell’ambito delle Procedure Speciali del Consiglio ONU per i diritti umani. Le questioni sollevate richiedono chiarimenti da parte delle istituzioni europee e non rappresentano un accertamento giudiziario di violazioni già avvenute.

Semplificazione e capacità di protezione delle istituzioni europee

Il Food and Feed Omnibus rappresenta un caso significativo dell’attuale orientamento delle politiche europee verso la semplificazione normativa e la competitività.

Le modifiche proposte incidono su meccanismi che consentono alle autorità pubbliche di verificare nel tempo la sicurezza delle sostanze chimiche, aggiornare le valutazioni e intervenire quando emergono nuove evidenze scientifiche.

La loro efficacia dipende dalla disponibilità di dati, dalla capacità delle autorità competenti di svolgere attività di monitoraggio e dalla possibilità di tradurre tempestivamente le nuove conoscenze in decisioni regolatorie.

La Commissione europea ha presentato la semplificazione come uno strumento per migliorare l’efficienza del sistema mantenendo elevati standard di tutela. Le analisi scientifiche e le preoccupazioni sollevate dalle Nazioni Unite indicano la necessità di verificare questa affermazione attraverso una valutazione indipendente delle conseguenze delle modifiche proposte.

La questione assume una rilevanza particolare nel contesto della progressiva riorganizzazione delle priorità europee in materia di sostenibilità, agricoltura e competitività.

La capacità delle istituzioni di garantire la tutela della salute e dell’ambiente dipende anche dalla solidità dei meccanismi di controllo, dall’indipendenza delle valutazioni scientifiche e dalla trasparenza dei processi decisionali.

Il mantenimento di questi strumenti costituisce una condizione essenziale per assicurare che la semplificazione normativa sia compatibile con il principio di precauzione e con gli obblighi europei e internazionali in materia di diritti umani.

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