Il bagolaro polverizzato: storia di ordinaria (mala)amministrazione
Il caso del bagolaro di via Osoppo (quartiere Savena, Bologna) sembrava una questione minima, di “ordinaria amministrazione”: un albero abbattuto, una richiesta di chiarimenti, un semplice atto di trasparenza. E invece si è rivelato un piccolo manuale di “mala-amministrazione”, di come il potere pubblico reagisce quando qualcuno osa guardare troppo da vicino.
Al Comune è stata chiesta una cosa semplice. Nulla di eversivo. Nulla che un’amministrazione convinta delle proprie scelte e attenta al benessere dei cittadini, avrebbe ragione di temere.
La domanda è stata fatta, con contestuale richiesta di accesso agli atti, da alcune associazioni ambientaliste (già protagoniste in diverse battaglie contro i numerosi abbattimenti avvenuti negli ultimi tempi a Bologna), al solo scopo di conoscere (e far conoscere) le motivazioni che hanno portato il Comune a scegliere di sacrificare (anche) quel grande albero.
Qui sotto il racconto degli attivisti che hanno seguito la vicenda.



Quando la trasparenza è un optional: il caso del bagolaro di via Osoppo
Un mese fa abbiamo fatto una richiesta chiara, limpida, impossibile da equivocare: poter effettuare una contro-perizia indipendente, a nostre spese, sul ceppo del bagolaro abbattuto in via Osoppo. Abbiamo anche chiesto al Comune di non rimuoverlo e di fornirci la documentazione tecnica già in loro possesso.
Una richiesta normale, anzi: una richiesta che qualunque amministrazione davvero trasparente avrebbe accolto senza battere ciglio.Invece, allo scadere dei termini, arriva la risposta:
il ceppo è stato polverizzato. Non ne rimane più traccia.Sì, proprio così. La parte dell’albero che avrebbe permesso ogni verifica, ogni riscontro, ogni possibilità di confronto tecnico… è stata distrutta.
Senza neanche un cartello per l’occupazione di suolo pubblico, che per legge dovrebbe essere esposto preventivamente per eseguire questo tipo di lavori. Quindi volutamente di nascosto.
E guarda caso, solo oggi, a ceppo ormai compromesso, arriva la loro perizia.
Una perizia che non potrà più essere confutata, né verificata, né messa a confronto con nulla.Perfetto tempismo.
Cosa emerge da questa vicenda?
1. Una totale mancanza di trasparenza
Se il Comune fosse davvero convinto delle proprie valutazioni, non avrebbe alcun problema a consentire una contro-perizia. La trasparenza non teme analisi esterne.
Chi teme la verifica, di solito, non è perché ha fatto tutto benissimo.2. Una gestione del verde pubblico in stile privatistico
Il patrimonio arboreo è un bene collettivo, non una proprietà privata dell’assessore o dell’ufficio tecnico. Trattarlo come fosse cosa loro, decidendo, eseguendo, occultando, rimuovendo, significa svuotare il concetto stesso di bene comune.
Un albero pubblico abbattuto dovrebbe generare più controllo, non meno.3. Una malafede amministrativa che preferisce rimuovere le prove
Chiunque abbia un minimo di senso civico capisce che, nel dubbio, si conserva.
Qui invece, nel dubbio, si polverizza.
Un modo elegante per dire: “Non vogliamo che qualcuno verifichi ciò che abbiamo fatto”.
Un’amministrazione competente e sicura di sé non avrebbe alcun motivo di distruggere ciò che potrebbe essere oggetto di verifica tecnica.Benvenuti a Bologna
Una città che la racconta come capitale della sostenibilità, della partecipazione e dell’ascolto, ma che poi, nei fatti, opera come un condominio chiuso: porte sbarrate, scarse spiegazioni, zero trasparenza, decisioni prese e blindate.
La vicenda del bagolaro è piccola solo in apparenza: in realtà mostra come viene trattato il controllo democratico.
E, soprattutto, come il potere pubblico reagisce quando i cittadini provano a fare ciò che in una democrazia dovrebbe essere la norma: verificare, controllare, chiedere conto.Se un ceppo dà così fastidio da dover essere polverizzato pur di non farlo vedere a nessuno, allora il problema non era l’albero.
Il problema è chi lo gestisce.LAC Bologna – Luisella Matricardi
Animal Liberation – Lilia Casali
CTA – Anna Petrucci, Luca Manghi
Alessandro Guidetti