Associazione Partita Aperta
“Partita Aperta – Associazione Culturale” nasce come erede del Coordinamento Paradiso, dopo la chiusura della Casa di Quartiere Villa Paradiso da parte dell’amministrazione Lepore. Una chiusura percepita come atto politico e censorio, avvenuta nel 2024 in seguito al divieto di due eventi dedicati alla Russia, segnando un clima dove ogni voce critica sulla guerra o sulla russofobia viene delegittimata come “putiniana”. Di fronte a questo, il Coordinamento ha reagito promuovendo pubblicamente la proiezione del film Il Testimone.
Accanto alla denuncia del clima di censura, l’associazione attacca il modello di “rigenerazione urbana” promosso dal PD bolognese: un progetto calato dall’alto, funzionale ai poteri immobiliari, alle cooperative d’assalto e alle fondazioni, che trasforma la città in un terreno di speculazione. La città viene descritta come svenduta a resort per studenti benestanti, B&B che alzano gli affitti, ristorazione di catena e grandi strutture commerciali. Ne derivano precarietà, perdita del commercio di prossimità e progressiva espulsione delle fasce popolari verso l’hinterland.
Secondo l’associazione, la linea politica del PD – tra privatizzazioni, cementificazione e allineamento all’agenda euro-atlantica e militarista – schiaccia il dissenso e riduce gli spazi di democrazia reale, presentando destra e centrosinistra come due varianti dello stesso blocco di potere. La repressione locale sarebbe parte di strategie più ampie che, dai palazzi bolognesi fino a Bruxelles, riducono la città a ingranaggio di politiche liberiste e guerrafondaie.
Per queste ragioni Partita Aperta propone di costruire un’alternativa sociale e politica radicata nei territori: un progetto collettivo che unifichi vertenze sociali, ambientali e sindacali dentro una prospettiva autonoma, comunitaria e antimperialista. Si richiama la necessità di una “guerriglia politica e mediatica” fatta di presidio del territorio, controinformazione e mobilitazione attiva. Per informazioni e/o contatti: coordinamentoparadiso@tutanota.com
Le proposte operative avanzate includono:
- Guerriglia comunicativa: creare una rete orizzontale di controinformazione – dai blog come Antigene ai canali indipendenti – capace di contrastare la narrazione dell’amministrazione.
- Assemblea pubblica contro la censura, con la richiesta di spazi istituzionali e interventi di personalità note per discutere del controllo del dissenso.
- Iniziative pubbliche alternative su guerra, diritti, bisogni reali della cittadinanza, con presidi e diffusione di materiali come il Dossier NoNATO.
- Costruzione di un Consiglio Cittadino: un’agorà permanente, una sorta di “soviet” cittadino, capace di agire come embrione di potere alternativo nelle mobilitazioni e nei momenti pubblici.
- Gruppi di lavoro tecnici (legali, amministrativi, ingegneri) per analizzare criticamente gli atti della giunta, denunciarne irregolarità e proporre alternative.
- Azione diretta e intervento giuridico sulle criticità dei progetti urbanistici, sugli usi arbitrari degli spazi pubblici e sul sistema delle Case di Quartiere.
– Il primo (la chiusura della casa di quartiere) finalizzato alla eliminazione di spazi fisici in grado di consentire le espressioni delle istanze di democrazia di base insite nella pluralità di associazioni ed organizzazioni che in questo contesto avevano trovato modo e spazi per confrontarsi sulle differenti visioni di progetto politico e modello di sviluppo sociale da perseguire nel rispetto delle proprie autonomie.
– Il secondo (la censura) è di fatto il reale obiettivo che discende dal primo punto ed in generale da tutte le limitazioni imposte esplicitamente o subdolamente in città. Di fatto censurare un evento culturale significa collocare in categorie (pro o contro) e modelli comportamentali da stigmatizzare utilizzandoli per un condizionamento psicologico e comportamentale generale asservito alla narrazione mainstream. Infatti chi ha censurato il film “Il Testimone”, se si fosse dato la pena di visionarlo avrebbe potuto constatare che non si trattava di un prodotto propagandistico ma solo della ricostruzione storica romanzata di una fase nevralgica della successione di eventi in Ucraina attraverso le vicende di un personaggio appartenente al ramo musicale.
– Interventi integrati
– Collaborazione pubblico-privato
– Focus sul verde e sulla sostenibilità
di fatto, per nessuno di essi, è prevista una reale partecipazione attiva ed il coinvolgimento diretto dei cittadini per la valutazione degli interventi in programma partendo dalle loro reali necessità e con la condivisione dei progetti in cantiere, che invece spesso comportano, la dismissione di beni pubblici a privati mascherati dietro una pseudo attività da “impronta verde”. Il tutto si concretizza di fatto in un acceso contrasto a tutte le istanze di revisione portate avanti dai vari comitati di cittadini (tra gli altri Besta, San Leonardo, Bertalia).
• Individuale:
cioè personale nel quale ognuno può contribuire a far fallire le proposte o imposizioni che giungono da UE, NATO, Governo;
• Comune:
motivata e finalizzata a far circolare le proprie idee, non per mere finalità di proselitismo, ma per alimentare e diffondere il pensiero critico. Aggiornarsi e documentarsi assume quindi non solo il significato di crescita personale, ma anche di impegno sociale: a fianco della circolazione delle idee trova posto la scelta comportamentale ad esempio se il Comune promuove il citу wallet, rifiutarsi di attivarlo; evitare altresì, per quanto possibile, gli strumenti di controllo digitale, come FSE, SPID: pagare in contanti se possibile e via dicendo;
• Collettiva:
che spazia dall’organizzare seminari di controinformazione alla satira, dal promuovere cooperazioni ideologiche internazionali al partecipare a manifestazioni, dal boicottare spedizioni di armi e ove possibile la produzione stessa.
In sintesi le proposte finali sono costituite dalle singole azioni condivise, che muovono dal principio ispiratore di coinvolgere quante più persone possibile in un programma di recupero della libertà e della dignità, allo sviluppo dell’attenzione critica e decostruzione della narrativa dominante sullo sviluppo sostenibile, sulle politiche sanitarie, sulle direttive europee