Il Parcheggio Vuoto che Sognava di Diventare un Multipiano (e altri deliri urbani)
Il multipiano che nessuno usa, gli alberi che tutti usano e la città che continua a confondere il progresso con l’asfalto.
Sembra una barzelletta, ma non lo è.
Domenica 30 novembre alle 11 ci vediamo al Parco della Zucca, a difendere 40 alberi senza vaso minacciati da un progetto che, se non fosse vero, sarebbe perfetto per la solita commedia dell’assurdo alla Matthew.
La trama è semplice: c’è un parcheggio che, nove volte su dieci, è così vuoto che Santori potrebbe organizzarci un torneo di frisbee. Una distesa di asfalto silenziosa, quasi timida, con quattro macchine in depressione che sembrano lì solo per cortesia. E cosa si è pensato di fare? Ovviamente: costruire un parcheggio più grande. Perché accontentarsi di un vuoto modesto quando puoi aspirare a un vuoto multipiano? E nel mezzo di questa sceneggiatura il coup de théâtre: Claudio Mazzanti che, per la prima volta in carriera, nei panni dell’attivista si oppone ad un abbattimento di alberi. Verrebbe da chiedersi: ma se tutti i consiglieri fossero così innamorati del proprio quartiere, non eviteremo gli scempi che ci tocca vedere anche negli altri? O più verosimilmente siamo già in campagna elettorale e tutti i voti di eco-Mazzanti praticamente vengono dalla Bolognina?
E’ per il tram!
Comunque sia la motivazione ufficiale, come sempre è la nobile Linea Verde del tram, il grande progetto finanziato dal PNRR, la mobilità sostenibile, il futuro radioso e tutte le frasi che ormai scorrono come i sottotitoli di un video istituzionale. Riqualificazione urbana, nuove alberature, tecnologie per mitigare il rumore un rosario di parole chiave che, se le sommi tutte, fanno quasi dimenticare la cosa più semplice del mondo: stiamo tagliando 40 alberi veri per costruire un parcheggio finto-necessario.
E il bello è che la Linea Verde avrà un parcheggio di interscambio enorme a Corticella in zona a rischio idrogeologico. Già previsto. Già finanziato. Già tutto. Un investimento sul futuro che potrebbe diventare anche il porticciolo di Bologna. Si sa quando parte la fregola del cronoprogramma del cantiere PNRR non c’è niente da fare.
Il dramma degli alberi in mezzo
Gli alberi lorolì non sanno mica di occupare un’area strategica di nodo intermodale. Sono ignoranti! Sanno fare solo ombra d’estate, aria respirabile e dare quel poco di dignità a un quartiere che ne ha sempre meno. Eppure devono sparire. Perché? Per far posto a un’idea: quella del parcheggio pieno che finché non si vede mezzo vuoto è buono per far propaganda. Un mito urbano, una creatura leggendaria che nessuno ha mai visto davvero, ma che continua a giustificare nuovi metri cubi di cemento.
Le alternative? Ma quando mai!
Non ci sono alternative! E’ il mantra dell’assessore Làudànì, che anticipa sempre scelte sbagliate, costosissime e difficili da ammettere quando poi diventano imbarazzanti. (vd. Scuole Besta, Giardino San Leonardo etc. etc. etc.). Ma come sempre le alternative ci sono eccome. Si potrebbero usare altri spazi, ripensare la mobilità, ma sarebbe troppo poco consociativo per questa città.
Perché dobbiamo esserci domenica
Perché tra qualche anno, quando ci racconteranno che “per il bene della città” fu ritenuto indispensabile ampliare un parcheggio vuoto, potremo dire: “Io quella volta c’ero, e l’ho detto che era una follia.” Domenica alle 11 al Parco della Zucca non c’è solo una protesta.
C’è un quartiere che dice: Possiamo anche accettare il tram. Ma smettetela di usarlo come scusa per abbattere tutto ciò che respira. Portatevi cartelli, ironia, stanchezza, indignazione o quello che volete. Tanto il parcheggio, anche quella mattina, sarà vuoto. Gli alberi, invece, sono ancora lì. Per ora.