Coalizione da Tiffany…
in una situazione in cui il costo degli affitti continua a salire, l’azione del Comune a Bologna appare largamente insufficiente
Prendo a prestito il simpatico calembour di Hansy Lumen per commentare cosa sta succedendo. «Clancy si augura che in Italia vi sia una grande mobilitazione sulla scia delle piazze spagnole. “Per affermare che il diritto alla casa non è né di destra né di sinistra”» (Repubblica Bologna, 8 ottobre). Dunque, Clancy vuole scendere in piazza per manifestare contro se stessa? Non è una posizione “schizoide”, certo, è semplicemente ipocrita e fa parte di un gioco che negli ultimi tempi vede protagonisti gli esponenti di Coalizione Civica: come sulla vicenda di Bosco Ospizio a Reggio Emilia, che loro hanno giustamente condannato, pur essendo tanto simile a quanto fatto a Bologna. Là no, orrore, qui da noi va bene. Ma è “Coalizione Cinica”, com’è già stato detto.
C’è una strana forma di dissociazione che li agita, forse perché si rendono conto che il terreno gli sta scivolando via da sotto i piedi. Li vedi, li leggi. Come quella che compulsivamente va commentando ogni post di critica alle politiche del Comune sulla casa ripetendo: «Acer ha ripristinato 2000 nuovi alloggi», “Acer ha ripristinato 2000 nuovi alloggi”.
Le case ACER
Ma è vero che ACER abbia ripristinato 2.000 alloggi? Sono andato a curiosare tra i dati reperibile in rete e non pare che tale affermazione sia suffragata dai fatti. Tra i principali interventi di cui si è avuta notizia dal 2021, infatti, appaiono:
- Zona San Donato: inaugurati 37 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica ad alta sostenibilità e in classe energetica A (2022).
- Zona Cirenaica: stanziati oltre 30 milioni di euro per la ristrutturazione di 127 appartamenti popolari tra via Bentivogli e via Libia (2023).
- nell’ambito del Piano “Sfitto Zero”: il Comune e ACER hanno avviato il ripristino di 339 alloggi sfitti di grandi dimensioni, finanziati con circa 7,5 milioni di euro (fondi FESR Pon Metro plus) per ospitare famiglie numerose in graduatoria (2023)
- Bolognina (Via Serra e Via Albani): quasi pronti 38 nuovi alloggi in uno stabile del 1908 riqualificato nel cuore del quartiere, al centro di un dibattito recente per un progetto di housing pubblico dedicato ai lavoratori essenziali (2023).
- Quartiere Navile (Via John Cage): completati e assegnati 33 nuovi alloggi con autorimesse nell’area dell’ex Mercato ortofrutticolo, dotati di classe energetica elevata, cappotto termico e riscaldamento centralizzato, con un bando di edilizia sociale a canone concordato (2025).
- Ultimamente, poi, si è anche letto di un contributo di CDP di 12 milioni che sarà messo in cantiere per il ripristino di 200 alloggi tra Bologna e Imola. E c’è poi il piano varato dalla Regione Emilia-Romagna di potenziamento dell’edilizia pubblica (luglio 2026).
La somma del numero di alloggi in questione, comunque è 574, ben lontana dai 2.000 sbandierati. Ma, si sa, per la propaganda, l’importante è dare l’idea che ci si sta dando da fare, che ci si sta sporcando le mani. Loro se le stanno sporcando, non si dimentichi!
Le unità immobiliari gestite da ACER sono attorno a poco più di 12mila e sono variate di pochissimo negli ultimi anni: erano 12.183 al 31-12-2020, 12.171 al 31-12-2024. Siamo fermi attorno a quella cifra anche perché è il patrimonio immobiliare a non aumentare. Degli alloggi ACER, circa 600 sono sfitti – e il numero è lentamente calato negli anni – ma ACER fatica a ripristinare gli alloggi che si liberano (ogni anno 300-350) per mancanza di finanziamenti: per «ristrutturare un appartamento da turnover servono intorno ai 20mila euro, il che significa che servono 7 milioni ogni anno per ristrutturare gli appartamenti che si svuotano», affermava Marco Guerzoni, direttore del settore Politiche abitative del Comune (1 dic. 2024, Carlino Bologna).
Anche sugli studentati, il Comune appare in affanno. Oggi, secondo dati resi noti da varie ricerche, negli studentati privati trovano posto 3.000 studenti, in quelli Ergo sono solo 1.800.
In una situazione in cui il costo degli affitti continua a salire, l’azione del Comune a Bologna appare largamente insufficiente. A Bologna nel 2026, il costo medio degli affitti si attesta intorno ai 16,5 € – 17,3 € al metro quadro al mese, posizionando la città al quarto posto in Italia per caro-affitti, dopo Milano, Firenze e Roma. I prezzi medi per tipologia di alloggio sono oggi esorbitanti: una stanza singola viene circa €730 al mese (con picchi fino a €950 in nuove residenze per studenti); una stanza doppia: circa €710 al mese; un monolocale: circa €1.100 al mese; un appartamento (70 mq, bilocale o più): circa €1.250 – €1.550 al mese (un appartamento da 70 mq costa in media €1.250, assorbendo circa il 58% dello stipendio medio).
E chi penalizza questa situazione? Chi ha redditi bassi, che a Bologna sono (ancora) più della metà dei residenti, finché non saranno costretti ad andarsene. Trovo quindi inaccettabile dire che affrontare questa situazione «non è né di destra o di sinistra»: è di sinistra eccome, se vogliamo che a non soffrire di più siano i ceti popolari. Ma, si sa, meglio vendersi per né di destra o di sinistra e molto “governativi”, per fare appello ai ceti medi che loro, questi problemi, li sentono meno.
Il tema casa è grosso, Bologna è dentro al ciclone, come altre città italiane. E qui come in altri Paesi si sta giocando la credibilità delle proposte che progressisti e sinistre mettono in campo per riconquistare i consensi. Ma che appaiono lontane dall’aver acquisito la consapevolezza di quanto bollente sia la patata e di come la rotta vada cambiata: non si può più pensare di affidarsi al capitale, al mercato, perché è il Pubblico che deve intervenire. Si butti alle ortiche il vecchio bagaglio neoliberista e si cambi regime (e ideologia).
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/coalizione-civica-rilancia-ci-siamo-00005406:
“Lasciare il campo non è un’opzione”. L’ex segretario dem Bersani: “Lepore straordinario”. Ipotesi simbolo con Avs.
Il Resto del Carlino – 27 settembre 2026
