La città

Due poltrone per uno

La nomina di Marco Bertuzzi a Segretario del PD locale pone l'attenzione sul principio di separazione tra funzione gestionale e indirizzo politico: le aziende pubbliche dovrebbero operare con autonomia tecnica e imparzialità. La sovrapposizione di ruoli può invece alimentare il sospetto di una possibile interferenza tra scelte amministrative e dinamiche politiche

di Antìgene

Il presidente di Acer Bologna, Marco Bertuzzi, è da poche settimane stato nominato segretario PD del Quartiere San Donato-San Vitale. Questa coincidenza di ruoli è formalmente legittima – la normativa non vieta, infatti, a un dirigente di azienda pubblica di svolgere attività politica – ma è l’ennesima occasione per aprire una riflessione sull’opportunità istituzionale di cumulare incarichi di gestione amministrativa e responsabilità politiche.
Partiamo però dal principio. A precedere la nomina di Bertuzzi c’è stata una crisi politica interna alla maggioranza di centrosinistra che ha portato alle dimissioni della presidente, Adriana Locascio. La rottura si è consumata dopo uno scandalo che ha coinvolto il compagno della presidente, finito al centro di una vicenda di mail diffamatorie che sarebbero state indirizzate a esponenti di Coalizione Civica e alla cooperativa Eta Beta, realtà attiva nel quartiere e spesso in dialogo critico con l’amministrazione locale.
Coalizione Civica ha in seguito preso le distanze in modo netto, parlando di una situazione non più sostenibile sul piano della fiducia politica. Le tensioni si sono, infine, acuite fino a trasformarsi in una vera e propria frattura di maggioranza che ha portato alle dimissioni di Locascio.

È in questo contesto che si inserisce la nomina di Bertuzzi. La sua figura è stata individuata come mediatore che ha poi portato alla nomina di un nuovo presidente del quartiere, Andrea Serra, anche lui capogruppo PD.

Bertuzzi, però, come già detto è il presidente dell’ente che gestisce l’edilizia residenziale pubblica e oggi si ritrova segretario politico di un quartiere che ospita una quota significativa del patrimonio ERP cittadino, oltre a realtà universitarie e aree residenziali popolari.

Dal punto di vista giuridico, ripetiamo, non esistono incompatibilità formali. Tuttavia il tema sollevato riguarda l’opportunità istituzionale.

La questione tocca, infatti, il principio di separazione tra funzione gestionale e indirizzo politico. Le aziende pubbliche, pur rispondendo agli enti locali, dovrebbero operare con autonomia tecnica e imparzialità. La sovrapposizione di ruoli può invece alimentare il sospetto di una possibile interferenza tra scelte amministrative e dinamiche politiche.

La domanda quindi è: non sarebbe meglio se i partiti prendessero le loro decisioni sulle aziende pubbliche in maniera libera, evitando il timore di far torto a chi le presiede poiché siede nella direzione del partito stesso?

In una versione precedente dell’articolo abbiamo per errore indicato Marco Bertuzzi come Presidente del Quartiere, piuttosto che come segretario dem del Quartiere. Ci scusiamo per la svista.