LA PIAZZA SOTTO L’ALGORITMO
Come le nuove tecnologie stanno trasformando il controllo delle manifestazioni
L’intelligenza artificiale applicata alla sorveglianza di massa nelle manifestazioni è un tema che va affrontato distinguendo quello che le tecnologie possono fare, quello che le autorità effettivamente fanno e quello che la legge consente di fare. Un dato particolarmente rilevante: il 5 ottobre 2026 l’OSCE/ODIHR ha pubblicato un rapporto sulle implicazioni della sorveglianza nelle manifestazioni, mentre il 30 settembre l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ha pubblicato un rapporto sull’identificazione biometrica a distanza nelle attività di polizia. Entrambi mettono al centro la capacità delle nuove tecnologie di monitorare e identificare i partecipanti alle manifestazioni.
LE TECNOLOGIE
Il riconoscimento facciale
Confronta i volti ripresi dalle telecamere con immagini presenti in archivi di riferimento. Può consentire identificazioni in tempo reale, dove legalmente autorizzate, oppure analisi successive di filmati già acquisiti.
Il riconoscimento Posturale
E’ una tecnologia che analizza la postura e i suoi movimenti attraverso immagini o video. Il nostro modo di camminare è un impronta specifica, ognuno di noi lo fa in maniera diversa. Quando il riconoscimento posturale si completa con quello facciale, virtualmente i nostri movimenti possono essere tracciati dalle telecamere di controllo in città verificando i vostri spostamenti in tempo reale.
L’analisi delle folle
Algoritmi di computer vision possono stimare il numero di partecipanti, individuare spostamenti, riconoscere flussi e segnalare variazioni nella densità della folla. Non richiedono necessariamente l’identificazione individuale. Un sistema può quindi monitorare una manifestazione anche senza sapere chi siano i partecipanti.
Analisi dei filmati e identificazione a posteriori
L’AI può accelerare la ricerca di persone o episodi in grandi archivi video, confrontare immagini raccolte in momenti differenti e supportare le indagini successive a un evento. Il punto delicato è la possibilità di ricostruire la presenza di una persona a una manifestazione anche molto tempo dopo.
Rilevamento di comportamenti e anomalie
Alcuni sistemi cercano di individuare corse improvvise, assembramenti, movimenti inconsueti o possibili episodi di violenza.
Monitoraggio dei social network
Strumenti automatici possono analizzare post pubblici, individuare argomenti ricorrenti, seguire la diffusione di contenuti e ricostruire cronologie di eventi. L’aggregazione di queste informazioni con immagini e altri dati può ampliare la capacità di sorveglianza.
Il problema più sottile: l’AI predittiva
Una delle questioni più controverse è il passaggio dalla sorveglianza di ciò che accade alla previsione di ciò che potrebbe accadere. Alcuni sistemi cercano di stimare il rischio di disordini attraverso indicatori quali densità, movimenti, precedenti eventi o contenuti pubblicati online. Altri propongono analisi delle espressioni facciali o delle emozioni. La ricerca e il dibattito sui diritti fondamentali segnalano problemi di accuratezza, discriminazione e responsabilità nell’impiego di queste tecnologie. Il rischio è che un sistema progettato per individuare una minaccia finisca per classificare come sospetti comportamenti perfettamente legittimi: correre per allontanarsi da una carica, coprirsi il volto per proteggersi dai lacrimogeni, spostarsi in gruppo o urlare uno slogan.
Che cosa dice la normativa europea?
L’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, pone limiti specifici all’identificazione biometrica a distanza.
- Identificazione biometrica in tempo reale: il suo impiego da parte delle forze dell’ordine negli spazi accessibili al pubblico è in linea generale vietato, con eccezioni circoscritte previste dalla legge e soggette a condizioni rigorose, tra cui necessità, proporzionalità e autorizzazione preventiva.
- Identificazione successiva sui filmati: non è vietata in assoluto, ma è soggetta a specifiche condizioni e garanzie, comprese quelle previste per le attività di polizia.
- Altri sistemi di sorveglianza: vanno valutati anche alla luce delle norme sulla protezione dei dati, dei diritti fondamentali e delle regole nazionali applicabili.
Il caso delle manifestazioni: che cosa è documentato?
Un’inchiesta di Rest of World pubblicata nel marzo 2024 ha documentato casi di utilizzo del riconoscimento in cui l’effettivo ruolo della tecnologia non era sempre verificabile. Il reportage descrive anche il rischio che la sorveglianza scoraggi la partecipazione alle proteste.
Nel 2026, i rapporti dell’OSCE e della FRA hanno riportato al centro del dibattito europeo la necessità di limiti, supervisione indipendente e garanzie per chi partecipa ad assemblee pacifiche.
Questo non dimostra che ogni manifestazione sia sottoposta a riconoscimento facciale o che ogni corpo di polizia utilizzi tutti questi strumenti. Occorre distinguere le capacità disponibili, gli acquisti documentati, gli impieghi effettivi e le ipotesi ancora da verificare.
Una questione politica decisiva
La sorveglianza tradizionale richiedeva tempo, personale e osservazione. L’automazione riduce drasticamente il costo di analizzare grandi quantità di immagini e informazioni. Questo cambia la scala potenziale del controllo. Il problema non è soltanto essere identificati durante una manifestazione. È la possibilità di collegare nel tempo identità, presenze, relazioni, spostamenti e partecipazione politica, producendo un archivio delle persone che esercitano un diritto democratico.
La domanda da lasciare aperta è questa: se partecipare a una manifestazione significa entrare in un sistema capace di registrare, analizzare e collegare la nostra presenza, quanto siamo ancora liberi di dissentire senza essere trasformati in un profilo?