La realtà del Parco Giovanni Bosco
l'Associazione Comitato Parco Don Bosco risponde all'articolo di BolognaToday
In merito all’articolo “Parco Don Bosco, il parco dimenticato” incluso nel dossier intitolato “Una città, tante facce. Il nostro reportage tra i parchi di Bologna”, pubblicato lo scorso venerdì 21 agosto su BolognaToday a firma del Dott. Nicola Maria Servillo, il Comitato Parco Don Bosco ritiene doveroso fare chiarezza e ristabilire la realtà dei fatti. Abbiamo già provveduto a inviare queste precise informazioni direttamente all’autore dell’articolo tramite email, senza tuttavia ricevere alcuna risposta o spazio di replica. Per questo motivo, chiediamo ospitalità sulle vostre pagine per informare correttamente i cittadini.
L’articolo in questione offre una fotografia parziale e non rispondente al vero, definendo il Parco Don Bosco un’area “dimenticata”, “mal gestita e sporca”, basandosi esclusivamente sulla testimonianza di un singolo residente. La realtà racconta una storia completamente diversa: il parco è oggi il centro di un profondo progetto di rigenerazione ambientale e sociale.
L’area compresa tra via Serena e la recinzione delle ex scuole Besta è infatti regolata da un Patto di Collaborazione formale che vede uniti il Comune di Bologna, la Fondazione I.U. Rusconi Ghigi, Legambiente Bologna, WWF Bologna Metropolitana e il nostro Comitato.
Le attività ecologiche e di cura che portiamo avanti quasi quotidianamente smentiscono l’idea di un parco abbandonato:
- Sfalcio ridotto e biodiversità: Nella zona delimitata lasciamo crescere l’erba liberamente fino alla fioritura per favorire gli insetti impollinatori e la biodiversità. Questo approccio mitiga l’impatto delle isole di calore: dati strumentali alla mano, il prato tosato presenta spesso temperature superiori anche di 10 °C rispetto a quello con erba alta e viva.
- Riforestazione attiva: la zona è stata interessata in passato dall’abbattimento di sette alberi maturi durante il precedente presidio. Per vedere gli effetti della riforestazione serviranno quindi anni, ma nel frattempo la sopravvivenza dei nuovi alberi dipende anche dalle cure quotidiane. I nostri soci si occupano costantemente di portare acqua e proteggere i giovani alberi (sia messi a dimora, sia nati spontaneamente) per creare un’importante copertura arborea: sappiamo che le nostre cure stanno sostenendo gli alberi in queste estati estreme.
- Presidio e informazione: L’area è dotata di cartelli esplicativi e i nostri volontari sono spesso sul campo per spiegare ai frequentatori il valore scientifico di questi interventi.
È fondamentale superare il vecchio concetto secondo cui un parco urbano è utile solo se si presenta con un prato all’inglese e costantemente affollato. Il Parco Don Bosco è prezioso, innanzitutto, per il ruolo ecologico dei suoi alberi, arbusti e prati formati da erbe spontanee nella lotta al cambiamento climatico.
L’impegno del Comitato e delle associazioni non si ferma tuttavia all’ambiente, ma guarda anche alla socialità. Il Comune, infatti, ci ha assegnato due aule all’interno dell’edificio delle ex scuole Besta. Questo spazio ci permetterà a breve di far partire eventi e iniziative comunitarie per coinvolgere e rendere sempre più consapevoli i residenti del quartiere.
Il Comitato ha organizzato in passato, e lo farà anche in futuro, degli interventi di raccolta dei rifiuti e i suoi volontari rimuovono bottiglie di plastica o vetro, sacchetti, oggetti abbandonati etc. tutte le volte che lo attraversano. Inoltre, proprio in questi giorni, abbiamo chiesto al Comune, in previsione del ritorno a una più ampia frequentazione del parco dopo il periodo delle ferie, di sollecitare l’impresa incaricata a portar via i resti del pioppo crollato durante l’ultimo fortunale.
Dispiace constatare che un reportage giornalistico abbia ignorato questa complessa e attiva rete di collaborazione, preferendo dar voce a un racconto di degrado che non trova riscontro nei fatti. Il Parco Don Giovanni Bosco non è per niente dimenticato: è vivo, protetto e in piena evoluzione.