I buoni propositi Lumen per il 2026

Manuale pratico di credibilità ottenuta per sfinimento, incoerenza e consumo energetico consapevole

di Hansy Lumen

Rinuncerò all’AI, con quella convinzione un po’ teatrale che dura il tempo di dirlo ad alta voce. In alternativa farò tavole con pigmenti vegetali ricavati da verdure finto bio, quelle cresciute sotto luci artificiali ma con la coscienza pulita per contratto. Spremerò zucchine, lesserò barbabietole, farò bollire gli spinaci. Avrò errori ortografici autentici, non emendabili, non “corretti in background”. Parole sbagliate che restano sbagliate, consonanti dimenticate come chiavi di casa. Un peso specifico che nessun algoritmo potrà alleggerire!

Camminerò per la città con un carboncino, fermando i passanti chiedendo di appoggiare like e commenti su un foglio di carta finto riciclata, di quella che sa di buona intenzione più che di cellulosa. Terrò acceso il computer per due settimane, giorno e notte, per ottenere tre secondi di video in 3D realistico. Guarderò con amore le bollette dell’elettricità quadruplicate convincendomi che quell’importo sbalorditivo è una forma avanzata di performance partecipata. Scenderò a compromessi veri e costosi per trovare il budget con cui pagare una troupe, girerò per giorni per ottenere qualcosa che ora faccio in un’ora. Certo sarò più lento, più stanco, meno reattivo ma finalmente credibile. Il tempismo è sospetto!

La credibilità passa dalla fatica, non dall’efficienza. Quindi accenderò le ventole come candele votive e ascolterò il ronzio della GPU come si ascolta un inno. Diventerò un professionista della frizione, un artigiano dell’attesa. Perché se il computer non soffre, l’opera non vale. Camminerò per la città col carboncino ma avrò il laptop acceso nello zaino. Perché la coerenza totale è sospetta e l’ipocrisia, oggi, è l’unica forma di sostenibilità che non viene contestata. Spiegherò che la mia opera nasce da una zucchina che non ha mai visto il sole, ma trattata senza pesticidi. A “zucchina” cesseranno le critiche ne sono certo!

I like saranno lenti e irrevocabili. Arriveranno quando non servono più e resteranno quando nessuno li guarda. Poi, quando pubblicherò quei tre secondi di video nel momento esatto in cui l’attenzione collettiva sarà già migrata altrove, potrò dire di aver rispettato il tempo giusto: quello sbagliato. Sarò di nuovo coerente, lo prometto! E qualcuno, passando distratto, dirà che si sente una profondità. Che anche se non ha capito bene di cosa parlo, però si sente la fatica umana. Sarà un successo!