La città

Resistenze Spaziali: riaprire la città nascosta

A Bologna ci sono decine di spazi pubblici abbandonati. APRIAMOLI!

La campagna Resistenze Spaziali è nata con l’obiettivo di portare attenzione sugli spazi pubblici abbandonati che, dopo aver esaurito la loro funzione precedente, vengono spesso dimenticati a causa di muri o recinzioni che li celano al nostro sguardo. Resistenze Spaziali si batte perché non restino tali fino all’arrivo dell’ennesimo investitore privato pronti a specularci sopra: piuttosto, questi spazi dovrebbero essere aperti, destinati a nuove funzioni pubbliche e salvaguardati come polmoni verdi grazie alla vegetazione cresciuta negli anni di abbandono.

Tra queste aree, l’ex Caserma Sani è un caso emblematico: si tratta di una delle grandi aree militari dismesse in città che si estende per circa dieci ettari tra la Bolognina e la Fiera, in posizione strategica per le trasformazioni urbanistiche in atto. Al suo interno rimangono quindici edifici – alcuni dei quali dichiarati di interesse storico-artistico – ed è cresciuta un’area verde estesa e pregiata che ha portato negli anni allo sviluppo di una varietà di specie e habitat insediativi di notevole entità. Nonostante negli anni ‘80 il Piano Regolatore l’avesse destinata a diventare parco pubblico, il nuovo accordo di “rigenerazione urbana” approvato dal Comune prevede l’abbattimento di 391 alberi – la stragrande maggioranza del patrimonio arboreo – e il sacrificio di gran parte dei beni architettonici tutelati (nonostante il buono stato di molti edifici) per trasformare l’area in una zona residenziale e commerciale.

La Caserma, infatti, rientra nel piano per la “valorizzazione” del patrimonio immobiliare di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che ne detiene la proprietà. Questo piano consiste nel ricavare il massimo guadagno possibile dagli spazi ormai in disuso e, così, dal momento che le funzioni pubbliche non sono sufficientemente remunerative, il patrimonio viene facilmente ceduto a investitori privati. Il progetto di “rigenerazione” approvato dal Comune e CDP prevede, dunque, di destinare all’iniziativa privata gran parte dell’area della ex Sani, condendo questa svendita con una percentuale marginale di nessun tipo di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) e un immancabile parcheggio multipiano, a poche centinaia di metri dall’enorme (e inutilizzato) parcheggio della Fiera. La “rigenerazione” prevederebbe anche l’abbattimento di quasi 400 alberi, di cui solo 80 effettivamente pericolanti o malati. Al momento, tuttavia, questa progettazione – vincitrice del concorso promosso di intesa tra CDP e Comune di Bologna – non ha trovato un soggetto attuatore.

In questo contesto si inserisce il lavoro di visibilizzazione promosso da Resistenze Spaziali nel corso del 2025 con numerose iniziative pubbliche davanti ai cancelli della ex Caserma. A partire dall’autunno, dopo un ricco lavoro preparatorio, è stato quindi avviato un percorso di progettazione autogestita e dal basso per disegnare il futuro dell’ex Caserma Sani, riappropriandosi di una parola – “partecipazione” – usata spesso e volentieri a sproposito dall’Amministrazione Comunale. Durante il primo appuntamento pubblico di novembre si è adottata una metodologia di lavoro di divisione in tavoli tematici. Dai possibili usi sociali e pubblici degli spazi presenti, all’analisi e tutela del patrimonio arboreo presente, fino all’impostazione di un lavoro di inchiesta sul quartiere circostante per comprendere i reali bisogni della cittadinanza limitrofa, il processo di progettazione autogestita è stato fin da subito estremamente partecipato dalla cittadinanza, consentendo ai tavoli di proseguire il loro percorso autonomamente fino ad oggi, raccordandosi poi ciclicamente in assemblea plenaria.

Il secondo appuntamento pubblico di sabato 24 gennaio (Circolo Arci Guernelli, 14.30 – 19.30) ambisce ad avviare a compimento il lavoro impostato nei mesi scorsi, per realizzare una progettazione concreta alternativa a quella istituzionale. Le idee sicuramente non mancano, complice la sempre più evidente carenza di spazi pubblici e verdi in città: la sfida collettiva verte, a questo punto, sulle modalità di realizzazione di quanto si sta progettando e sulla ricerca di una vera sinergia con i bisogni e i desideri del quartiere circostante la . Nonostante possa sembrare un lavoro riservato ai “tecnici” il percorso di Resistenze Spaziali, al contrario si fonda sulla raccolta di competenze dal basso attraverso la partecipazione della cittadinanza. Nonostante la repressione che cerca di silenziare e delegittimare le iniziative autogestite a tutti i livelli – dalla criminalizzazione del dissenso operata dal governo nazionale alla sordità delle istituzioni nostrane verso i comitati che sorgono a tutela degli spazi verdi e pubblici – Resistenze Spaziali intende produrre un’idea concreta per il futuro della ex Caserma Sani. Davanti all’ennesima privatizzazione di spazi che appartengono di diritto alla cittadinanza, è necessario opporre una progettualità che riparta dalle energie, dai bisogni e dai desideri di quella stessa cittadinanza per pretendere che gli spazi pubblici rimangano di proprietà pubblica, che vengano aperti e destinati a funzioni veramente pubbliche a beneficio di chi abita questa città.

Per informazioni: resistenzespaziali@riseup.net