La città

Inquinamento acustico e traffico aereo: impatti sanitari e ambientali

Tra limiti di legge e soglie biologiche, il caso dell’aeroporto di Bologna mostra come rumore e inquinamento non siano solo effetti collaterali, ma veri determinanti di salute distribuiti in modo diseguale nello spazio urbano

Rumore

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato come l’esposizione prolungata al rumore ambientale rappresenti un fattore di rischio concreto per la salute umana. Nelle sue linee guida, raccomanda di mantenere i livelli di esposizione media giornaliera sotto i 45 dB, oltre questa soglia iniziano a manifestarsi effetti avversi misurabili.

Il rumore, infatti, non è mai neutro. Anche a livelli relativamente bassi attiva una risposta fisiologica di stress: rilascio di cortisolo e adrenalina, aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. Non è solo fastidio, è una sollecitazione biologica continua. La letteratura scientifica indica una gamma ampia di effetti, anche cronici:

  • disturbi del sonno già tra 40–50 dB
  • stress, irritabilità e affaticamento
  • difficoltà di concentrazione e calo delle prestazioni cognitive
  • ipertensione e malattie cardiovascolari
  • disturbi dell’apprendimento nei bambini
  • depressione, isolamento sociale e aggressività

A questi si aggiungono effetti documentati come aumento del rischio di infarto e, in generale, diminuzione dell’aspettativa di vita nelle popolazioni esposte. Superare stabilmente i 45 dB significa quindi entrare in un’area in cui il rumore diventa un determinante sanitario.

Nel caso dell’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, i livelli medi nelle aree circostanti si collocano stabilmente ben al di sopra di questa soglia, con valori tipici tra i 60 e i 65 dB, con picchi sporadici anche di 70–75 dB. Secondo la letteratura scientifica, questo implica un’esposizione cronica della popolazione a livelli di rumore associati a rischi sanitari significativi.

Va inoltre ricordato che la normativa italiana sul rumore aeroportuale risale al 1997, un contesto storico in cui l’intensità del traffico aereo era molto minore paragonata al presente. L’aeroporto rientra nei limiti di legge, ma questo non vuol dire che sia compatibile con la salute di chi è costretto a vivere sotto le rotte di decollo e atterraggio, con impatti su zone distanti fino a 6-7km dal Marconi.

Inquinamento atmosferico

Quando si parla di inquinamento si pensa spesso alle automobili ma il confronto con il traffico aereo cambia completamente scala. Le moderne auto Euro 6 sono soggette a limiti operativi molto severi e hanno ridotto drasticamente le emissioni. Gli aerei, invece, specialmente durante le fasi di decollo e atterraggio, producono una quantità incredibile di inquinanti, non solo climalteranti ma tossici anche per la salute umana: ossidi di azoto e di zolfo, monossido di carbonio, idrocarburi incombusti e particolato ultrafine. Per fare un esempio, un singolo decollo può produrre una quantità di ossidi di azoto (Nox) – gas irritanti associati a patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche – paragonabile a quella che un’auto Euro 6 emetterebbe in diverse decine di migliaia di chilometri. Se si considera invece il particolato ultrafine – composto di particelle talmente piccole da essere capaci di penetrare nel sistema circolatorio e accumularsi negli organi – bisognerebbe guidare la stessa auto per distanze enormi, fino a centinaia di migliaia di chilometri.

Con una differenza fondamentale: la stessa quantità di sostanze tossiche che l’auto distribuisce nel tempo e nello spazio, vengono rilasciate da un’aereo a ogni decollo o atterraggio, concentrate sopra le stesse aree abitate per centinaia di volte al giorno. Il punto quindi non è solo quanto si inquina, ma come:

  • le auto inquinano in modo diffuso,
  • gli aerei lo fanno con picchi molto intensi sopra le aree sorvolate nelle fasi di decollo e atterragio.

Chi vive e/o lavora vicino a un aeroporto può respirare aria più inquinata e, in generale, subire un impatto sanitario maggiore.

Una questione di distribuzione, non solo di numeri

Rumore e inquinamento non sono semplicemente dati tecnici: sono fenomeni che si distribuiscono nello spazio seguendo linee di potere, infrastrutture e scelte politiche. Non tutti li subiscono allo stesso modo. C’è chi li attraversa per partire, e chi li respira ogni giorno senza muoversi. E allora la domanda smette di essere “è tutto nei limiti di legge?” e diventa un’altra, molto più scomoda: quanta salute siamo disposti a sacrificare, e soprattutto di chi, per sostenere questo modello di mobilità?

I numeri raccontano una parte della storia. Decibel, particolato, soglie, medie: una cartografia precisa, quasi chirurgica. Ma c’è un’altra mappa, meno visibile e più ostinata, che passa attraverso le vite quotidiane. È quella dei sorvoli: il suono che interrompe una frase, la notte che si spezza, le finestre che non si aprono, le abitudini che si adattano senza chiedere permesso. Per questo abbiamo raccolto le voci di chi vive sotto le traiettorie. Non per “umanizzare” i dati, ma per mostrarne le conseguenze reali: cosa significa abitare uno spazio dove il cielo non è più solo cielo, ma infrastruttura. Dove il rumore non passa: resta.


RIFERIMENTI SCIENTIFICI
[1]: “Local Air Quality Technology Standards”

[2]: “Real-world aviation emissions of ultrafine particles and nitric oxide: The trade-off between fuel efficiency and pollutant emissions – ScienceDirect”

[3]: “CHAPTER ELEVEN Local Air Quality#”

[4]: “Spatiotemporal variation and source apportionment of ultrafine particles near Brussels Airport (Belgium) – ScienceDirect”

[5]: “ICAO Committee on Aviation Environmental Protection, Impacts and Science Group, 2025”

[6]: “Emissions of Carbonaceous Particulate Matter and Ultrafine Particles from Vehicles—A Scientific Review in a Cross-Cutting Context of Air Pollution and Climate Change – PMC”

[7]: “Study reveals deadly risks of living near an airport”

[8]: “Living close to an airport? Study says you can have these adverse health effects”

Quanto spesso percepisci il rumore degli aerei durante la giornata?
Dalle 6 del mattino all’1 di notte, ogni 10 minuti circa. Ho notato variazioni di frequenze e passaggio a seconda delle condizioni atmosferiche: quando piove, diminuisce il numero di aerei ma aumenta il volume.
Il passaggio degli aerei interrompe attività quotidiane come parlare, lavorare o riposare?
Soprattutto in estate, visto che lavoro prevalentemente da casa, il suono degli aerei in atterraggio entra nelle call di lavoro e nelle telefonate, secondo il ritmo indicato.
Durante la notte o al mattino presto, i sorvoli influenzano la qualità del tuo sonno?
Certo: con le finestre aperte, mi svegliano al mattino e mi accompagnano verso il sonno.
Hai la sensazione di esserti “abituata” al rumore oppure continui a percepirlo come invasivo?
Tendenzialmente continuo a sentirlo – ma temo mi si sia anche abbassato l’udito in generale.
Quanto incide il rumore degli aerei sul tuo livello di stress o irritabilità durante la giornata?
Di certo non aiuta. Sicuramente incide drammaticamente sulla sensazione di vivere in un’area sacrificata al degrado, sotto tanti punti di vista.
Eviti di utilizzare spazi esterni (balconi, giardini, parchi) a causa del rumore dei sorvoli?
Non a causa del rumore ma a causa del pulviscolo.
Ritieni di essere stata adeguatamente informata o coinvolta nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella tua zona?
Per nulla: ho faticato a ritrovare normative, assemblee. Per esempio, di quella dell’8 aprile non ho trovato notizia.
Se potessi descrivere in una frase cosa significa vivere sotto una rotta aerea, cosa diresti?
Disagio da inquinamento acustico e dell’aria.

Quanto spesso percepisci il rumore degli aerei durante la giornata?
Se sono da solo, cinque volte al giorno, se sono in contatto con altri di più.
È un evento occasionale o una presenza costante, quasi di sottofondo?
Dipende dalle giornate, dipende dalla frequenza dei passaggi.

Il passaggio degli aerei interrompe attività quotidiane come parlare, lavorare o riposare?
Sì, interrompe soprattutto parlare e lavorare.
Se sì, in quali momenti succede più spesso?
Il mattino presto e la sera.

Durante la notte o al mattino presto, i sorvoli influenzano la qualità del tuo sonno?
Talvolta capita, soprattutto se le finestre sono aperte.
Ti capita di svegliarti o di avere un sonno più leggero?
Sì, è capitato e ancora succede.
Hai la sensazione di esserti “abituato” al rumore oppure continui a percepirlo come invasivo?
Talvolta mi sento assuefatto al rumore, talvolta no.
E questa eventuale abitudine ti sembra una forma di adattamento o di rassegnazione?
Questa assuefazione è frutto di rassegnazione.
Quanto incide il rumore degli aerei sul tuo livello di stress o irritabilità durante la giornata?
Soprattutto se sono con qualcuno, aumenta l’irritabilità.
Lo percepisci come un fattore che si accumula nel tempo?
Sì, è una situazione che va avanti da molti anni purtroppo.
Eviti di utilizzare spazi esterni (balconi, giardini, parchi) a causa del rumore dei sorvoli?
Non evito giardini e terrazza ma usufruirne è spesso compromesso dal rumore di fondo.
Se sì, in che modo questo ha cambiato il tuo modo di vivere il quartiere?
Invece di essere un momento di relax anche prendere un aperitivo spesso e volentieri diventa stressante.
Ritieni di essere stato adeguatamente informato o coinvolto nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella tua zona?
Non sono mai stato adeguatamente informato sul traffico aereo nella mia zona e non ho mai avuto occasione di esprimere la mia opinione.
Hai mai avuto occasione di esprimere la tua opinione?
No.
Se potessi descrivere in una frase cosa significa vivere sotto una rotta aerea, cosa diresti? Una parola, un’immagine, una sensazione?
Una minaccia strisciante che incombe e può squarciare il silenzio in qualsiasi momento. Iper vigilanza.

Quanto spesso percepisci il rumore degli aerei durante la giornata?
Nell’ultimo anno meno, ma dal 2012/13 ovvero da quando vivo in Bolognina è stato un continuo dalla mattina alla sera e spesso pure a notte fonda.
È un evento occasionale o una presenza costante, quasi di sottofondo?
Nell’ultimo anno dipende dalle giornate ma prima era un sottofondo continuo, a volte meno di tre minuti tra uno e l’altro, prevalentemente atterraggi.
Il passaggio degli aerei interrompe attività quotidiane come parlare, lavorare o riposare?
Anche un banale dialogo diventa faticoso, lavorare al PC è molto stressante e bisogna riposare con i tappi per le orecchie, ma esclusivamente con quelli in cera perché con gli altri è come non averli.
Se sì, in quali momenti succede più spesso?
Dipende dalle giornate, non c’è purtroppo una previsione fattibile altrimenti ci si potrebbe organizzare ed evitare di stare a casa. Invece non si sa mai se quel giorno sarai infestato tutta la mattinata oppure dal pomeriggio per tutta la giornata fino a sera, è imprevedibile.
Durante la notte o al mattino presto, i sorvoli influenzano la qualità del tuo sonno?
Altroché! Per me ormai è inconcepibile pensare di dormire senza tappi e melatonina.
Ti capita di svegliarti o di avere un sonno più leggero?
Sì, mi è capitato alle due di notte ad esempio per il passaggio di un cargo che ha fatto un rumore assurdo. Ovviamente andare a letto prima delle 23 non è contemplato per via appunto del rumore dei sorvoli. Sicuramente la qualità del sonno negli anni è peggiorata e ora è molto più leggero.
Hai la sensazione di esserti “abituato” al rumore oppure continui a percepirlo come invasivo?
Purtroppo non sono mai riuscita ad abituarmi e a percepirlo come un rumore di fondo per via delle caratteristiche di imprevedibilità e lo percepisco sempre come invasivo anche perché a livello subconscio attiva quella parte più atavica del cervello legata alle emozioni che associa i passaggi aerei a bassa quota a scenari bellici.
E questa eventuale abitudine ti sembra una forma di adattamento o di rassegnazione?
Nessuna di queste due forme esiste in maniera stabile. Ci sono momenti che le includono ma poi in altri prevalgono sensazioni di rabbia ed esaurimento mentale.
Quanto incide il rumore degli aerei sul tuo livello di stress o irritabilità durante la giornata?
Moltissimo. La condizione di stress prolungato mi ha provocato dei cambiamenti a livello caratteriale tangibili per non parlare della irritabilità alle stelle. Infatti non esagero nel dire che mi ha rovinato la vita e a malincuore sto lavorando nella direzione di cambiare zona e forse proprio città.
Lo percepisci come un fattore che si accumula nel tempo?
Assolutamente sì. Giorno dopo giorno è un logoramento della salute per via di ciò che si respira e del sistema nervoso.
Eviti di utilizzare spazi esterni (balconi, giardini, parchi) a causa del rumore dei sorvoli?
Certo, appena posso scappo dal quartiere e il resto del tempo sto con le finestre chiuse e i tappi oppure le cuffie antirumore.
Se sì, in che modo questo ha cambiato il tuo modo di vivere il quartiere?
Nel modo che scelgo le attività, ad esempio la palestra, rigorosamente fuori dal quartiere proprio per assicurarmi, almeno alcune ore al giorno, di vivere come le persone normali.
Ritieni di essere stata adeguatamente informata o coinvolta nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella tua zona?
Assolutamente no, se avessi saputo non avrei mai scelto di vivere in Bolognina.
Hai mai avuto occasione di esprimere la tua opinione?
Solo sui social ma purtroppo si riducono a sfoghi improduttivi. Però fortunatamente ho avuto modo di entrare in contatto con il comitato “L’aeroporto incompatibile” che fa un grande lavoro per lottare contro la finta inevitabilità di questa situazione incredibilmente incivile di gestione politica della città e dell’aeroporto e dove ho conosciuto tante persone in gamba che mi hanno fatto sentire meno sola.
Se potessi descrivere in una frase cosa significa vivere sotto una rotta aerea, cosa diresti?
Angosciante, snervante, opprimente, incombente, schiacciante.
La sensazione più brutta è quella di sapere che il silenzio non dura mai più di pochi minuti e la concentrazione su qualsiasi cosa sarà continuamente interrotta e il tempo è scandito da questi rombi continui e da quell’orribile rumore delle frenate che sembrano unghie giganti su una lavagna.
Anche l’oscuramento seppur per pochi secondi del sole è davvero una sensazione orrenda.
Quanto spesso percepisci il rumore degli aerei durante la giornata?
Sempre. È un assedio che martella quando cerchi di staccare: sera e alba sono i momenti peggiori. Ho la “fortuna” di lavorare fuori, ma chi resta in casa subisce da anni un attacco alla salute programmato.
È un evento occasionale o una presenza costante, quasi di sottofondo?
Costante. Ci sono picchi con sorvoli ogni novanta secondi. Non è un sottofondo, è un’invasione dello spazio vitale.
Il passaggio degli aerei interrompe attività quotidiane come parlare, lavorare o riposare? Se sì, in quali momenti succede più spesso?
Dormire alle 22 o alle 6 è utopia. Spesso l’ordinanza è facoltativa e gli aerei passano fino a mezzanotte. D’inverno, con le finestre sbarrate, leggere o guardare la TV è un’impresa; d’estate, per non impazzire, l’unica è uscire e andare a urlare in un parco.
Durante la notte o al mattino presto, i sorvoli influenzano la qualità del tuo sonno? Ti capita di svegliarti o di avere un sonno più leggero?
Il sonno è frammentato e impoverito. Il weekend, che dovrebbe servire a recuperare è ormai un paradosso.
Hai la sensazione di esserti “abituato” al rumore oppure continui a percepirlo come invasivo?
Impossibile abituarsi. Proprio ora, mentre scrivo, passa un “bestione” che fa tremare i vetri.
E questa eventuale abitudine ti sembra una forma di adattamento o di rassegnazione?
Rassegnazione pura. Mi spaventa vedere così pochi cittadini attivi; sembra una strategia deliberata per portarci alla resa per sfinimento.
Quanto incide il rumore degli aerei sul tuo livello di stress o irritabilità durante la giornata?
Ti fa “sclerare” e ti rende paranoico. Quando l’ordinanza viene violata, il cortisolo schizza a livelli insostenibili. È un malessere fisico.
Lo percepisci come un fattore che si accumula nel tempo? Eviti di utilizzare spazi esterni (balconi, giardini, parchi) a causa del rumore dei sorvoli? Se sì, in che modo questo ha cambiato il tuo modo di vivere il quartiere?
L’impatto è cumulativo e subdolo. Oltre al rumore, subiamo scarti di combustione e ossidi di azoto degni di un polo industriale. Certe sere l’odore di cherosene entra fin dentro casa; mi terrorizza pensare a cosa respirino i bambini nei parchi e negli asili qui intorno.
Ritieni di essere stato adeguatamente informato o coinvolto nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella tua zona?
No. I canali ufficiali fanno solo becera propaganda commerciale. L’Osservatorio al momento è un inutile buco nero di tempo. L’amministrazione usa la “sostenibilità” per racimolare voti, mentre il tempo passa e i progetti e le ambizioni dell’aeroporto aumentano. È tutto così vergognosamente insostenibile.
Hai mai avuto occasione di esprimere la tua opinione?
Cerco di sensibilizzare chiunque, ma l’unica voce reale è quella del comitato “L’aeroporto incompatibile”. Senza di loro saremmo del tutto invisibili.
Se potessi descrivere in una frase cosa significa vivere sotto una rotta aerea, cosa diresti?
E meno male che siamo nella città più “progressista” d’Italia. Ma il progresso che intendono è solo quello dei dividendi, non della salute.
Quanto spesso percepisci il rumore degli aerei durante la giornata?
Molto spesso da aprile a ottobre (c.d. “stagione sommer” nel gergo aeronautico). Spesso negli altri mesi
È un evento occasionale o una presenza costante, quasi di sottofondo?
È una presenza costante, di sottofondo.
Il passaggio degli aerei interrompe attività quotidiane come parlare, lavorare o riposare? Se sì, in quali momenti succede più spesso?
Il passaggio degli aerei interrompe e disturba semplici attività quotidiane come parlare, lavorare, riposare, studiare, leggere, ascoltare programmi radio e TV.
Durante la notte o al mattino presto, i sorvoli influenzano la qualità del tuo sonno? Ti capita di svegliarti o di avere un sonno più leggero?
Durante la notte o al mattina presto i sorvoli influenzano negativamente la qualità del sonno. Per anni sono stato svegliato di notte dal rumore degli aerei. Poi ho dovuto cambiare radicalmente le mie abitudini e coricarmi dopo mezzanotte, anche verso l’una. E comunque soffro di disturbi del sonno.
Hai la sensazione di esserti “abituato” al rumore oppure continui a percepirlo come invasivo?
Continuo a percepire il rumore come invasivo, con enorme fastidio. Impossibile per me abituarmi al rumore.
E questa eventuale abitudine ti sembra una forma di adattamento o di rassegnazione?
Impossibile per me abituarmi al rumore.
Quanto incide il rumore degli aerei sul tuo livello di stress o irritabilità durante la giornata?
Incide molto perché senza un adeguato riposo notturno l’organismo ne risente.
Lo percepisci come un fattore che si accumula nel tempo? Eviti di utilizzare spazi esterni (balconi, giardini, parchi) a causa del rumore dei sorvoli? Se sì, in che modo questo ha cambiato il tuo modo di vivere il quartiere?
Sì. Pur avendo un bel giardino, nei fine settimana dei periodi più trafficati mi ritaglio 5/6 ore nel pomeriggio e scappo al Parco Talon. Se proprio devo stare in giardino per fare qualche lavoretto, mi devo mettere un paio di cuffie da tiro a segno. Inoltre, essendo in pensione, 1-2 settimane al mese nei mesi da giugno a settembre fuggo al mare in Toscana da amici.
Ritieni di essere stato adeguatamente informato o coinvolto nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella tua zona?
Poco informato e assolutamente non coinvolto nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella mia zona (Pescarola).
Hai mai avuto occasione di esprimere la tua opinione?
Certo. Con molte lettere di protesta al Sindaco e alla stampa nei casi più eclatanti di disturbo (specie per i sorvoli notturni).
Se potessi descrivere in una frase cosa significa vivere sotto una rotta aerea, cosa diresti?
INFERNO. Al punto che propongo di cambiare nome della piazza del quartiere Navile dove ha sede il Comune da Piazza Liber Paradisus a Piazza Liber Infernum.

Quanto spesso percepisci il rumore degli aerei durante la giornata?
Principalmente in orari serali dalle 18 circa sino alle 24, in particolare periodo estivo
Il passaggio degli aerei interrompe attività quotidiane come parlare, lavorare o riposare?
Parlare ed ascoltare è praticamente impossibile
Durante la notte o al mattino presto, i sorvoli influenzano la qualità del tuo sonno?
La notte no, se non andiamo a letto presto.
Hai la sensazione di esserti “abituata” al rumore oppure continui a percepirlo come invasivo?
Ancora invasivo. Spesso gli aerei sembra volino molto bassi, quasi sopra i palazzi, almeno nella nostra zona – Bolognina – Corticella. È difficile abituarsi.
Quanto incide il rumore degli aerei sul tuo livello di stress o irritabilità durante la giornata?
Non saprei dirlo francamente, la vita è stressante di suo, diciamo che incide negativamente.
Eviti di utilizzare spazi esterni (balconi, giardini, parchi) a causa del rumore dei sorvoli?
In realtà no. In estate il quartiere Navile in generale offre un’ampia scelta di spettacoli e concerti all’aperto. Gli aerei sono molto disturbanti soprattutto per chi sta sul palco, ma io li frequento lo stesso e con molto piacere.
Ritieni di essere stata adeguatamente informata o coinvolta nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella tua zona?

No, mai. Ma non credo si possa neanche adattare un aeroporto alle esigenze di tutti gli abitanti, o almeno credo sia così.
Se potessi descrivere in una frase cosa significa vivere sotto una rotta aerea, cosa diresti?
Che purtroppo ci si adatta a tutto o quasi, e quando credo o crediamo di non poterlo più fare, preferisco pensare a chi sta peggio, qui ed in altri luoghi, per circoscrivere e ridimensionare il problema.
Quanto spesso percepisci il rumore degli aerei durante la giornata?
Più che percepirlo, ci convivo come con un coinquilino invadente che non paga l’affitto e passa di continuo senza salutare. Non è un evento, è una condizione. Non ci sono momenti di silenzio interi, solo pause tra un sorvolo e l’altro in cui ti chiedi se stavolta è finita davvero. Spoiler: no.
Il passaggio degli aerei interrompe attività quotidiane come parlare, lavorare o riposare?
Interrompere è una parola ottimista. Diciamo che riorganizza la realtà. Le conversazioni si fanno a scatti, tipo: inizi una frase, arriva un aereo, ti guardi negli occhi con l’altra persona, aspetti, riprendi da dove non ti ricordi più. Ormai abbiamo sviluppato una specie di telepatia da condominio aeroportuale.
Durante la notte o al mattino presto, i sorvoli influenzano la qualità del tuo sonno?
Il sonno è diventato una cosa modulare. Non dormi, fai micro-sessioni di spegnimento tra un passaggio e l’altro. È come vivere dentro una playlist che non puoi stoppare: ogni tanto cala il volume, ma non finisce mai davvero. Ti svegli più stanco di quando sei andato a letto, ma con la sensazione di aver partecipato a qualcosa di molto organizzato sopra la tua testa.
Hai la sensazione di esserti “abituato” al rumore oppure continui a percepirlo come invasivo?
Ti abitui, sì. Come ci si abitua a un odore persistente o a una luce sempre accesa. Non è che smette di esserci, sei tu che smetti di avere l’energia per reagire ogni volta. È un adattamento che somiglia molto alla rassegnazione, ma con una patina di normalità sopra, giusto per non impazzire del tutto.
Quanto incide il rumore degli aerei sul tuo livello di stress o irritabilità durante la giornata?
È una cosa sottile, non è il picco, è l’accumulo. Non è che a ogni aereo scatti in piedi urlando, è più una pressione costante di fondo. Ti accorgi che sei più nervoso, più corto, più stanco. Magari te la prendi con cose minuscole, tipo il cucchiaio che cade o il telefono che vibra. Poi capisci che non è il cucchiaio.
Eviti di utilizzare spazi esterni (balconi, giardini, parchi) a causa del rumore dei sorvoli?
Li usi lo stesso, ma non sono più gli stessi spazi. Il balcone non è più un posto dove stare, è un posto dove interrompersi. Il parco diventa una pausa tra due rumori, non un’alternativa al rumore. È come se anche l’aria aperta fosse stata colonizzata da qualcosa che non puoi evitare.
Ritieni di essere stato adeguatamente informato o coinvolto nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella tua zona?
Informato sì, ma nel senso che a un certo punto te ne accorgi da solo. Coinvolto no, a meno che non consideriamo coinvolgimento il fatto che tutto questo succede sopra casa tua. È una partecipazione passiva, molto efficiente: tu subisci, altri decidono, e alla fine risulta tutto perfettamente regolare.
Se potessi descrivere in una frase cosa significa vivere sotto una rotta aerea, cosa diresti?
È come vivere dentro un meccanismo che funziona benissimo, solo che tu sei l’unico pezzo che non è stato progettato per starci.

Quanto spesso percepisci il rumore degli aerei durante la giornata?
Non saprei quantificare ma passano spessissimo potrei supporre un ordine di grandezza pari a ogni 5-6 minuti. Non ci faccio quasi più caso.
Il passaggio degli aerei interrompe attività quotidiane come parlare, lavorare o riposare?
Quando passano gli aerei se stai parlando o ascoltando devi fermarti perché sono assordanti, ma è un’azione che mi risulta automatica.
Hai la sensazione di esserti “abituata” al rumore oppure continui a percepirlo come invasivo?
Abito a Pescarola da circa 50 anni, la cosa più sconvolgente è che mi sono assuefatta. Sì, mi sono abituata, anche se è senz’altro estremamente invasivo.
Quanto incide il rumore degli aerei sul tuo livello di stress o irritabilità durante la giornata?
Non incide. Ma non trovo sia un fatto positivo avere un alto grado di adattabilità agli stress. Credo che possa essere preoccupante, soprattutto per le malattie psicosomatiche.
Ritieni di essere stata adeguatamente informata o coinvolta nelle decisioni che riguardano il traffico aereo nella tua zona?
Per niente. Solo da quando mi sono attivata e mi confronto col comitato ho qualche informazione. A Pescarola siamo più che altro “vittime” di decisioni più grandi di noi che piovono dall’alto e ci sentiamo impotenti.
Se potessi descrivere in una frase cosa significa vivere sotto una rotta aerea, cosa diresti?
Siamo l’esempio più concreto di adattabilità, solo chi ha più “fitness” sopravvive serenamente, gli altri soccombono. Non mi sembra una buona notizia.
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