La città

L’ecodistretto Bertalia Lazzaretto

Comitato Bertalia Lazzaretto

Uno dei principali elementi di contraddizione riguarda il richiamo all’eredità del Piano Particolareggiato del 2007. Da un lato si sostiene che quel modello urbanistico sia ormai superato e non più coerente con gli obiettivi della città; dall’altro si afferma che il Comune sarebbe comunquecostretto a darvi attuazione per ragioni economiche, patrimoniali e di possibile responsabilità contabile. Ne deriva una posizione ambigua: la Variante viene considerata superata sul piano urbanistico e ambientale, ma continua a essere ritenuta valida quando serve a giustificare la realizzazione di nuovi edifici, definiti paradossalmente “ecodistretto”.

La contraddizione è accentuata dal fatto che l’attuale amministrazione, e lo stesso Sindaco nella precedente Giunta, hanno negli anni continuato ad attuare quel Piano senza metterlo realmente in discussione. Solo oggi, anche a seguito della mobilitazione dei cittadini, se ne riconoscono i limiti, quasi fosse un’eredità non voluta.

Comprendiamo le ragioni patrimoniali richiamate dal Sindaco, ma governare una città significa anche saper modificare scelte divenute inadeguate. Le recenti alluvioni e il fenomeno delle isole di calore impongono un diverso approccio, fondato sulla qualità della vita, sulla resilienza climatica e sulla tutela degli ecosistemi.

Appare quindi contraddittorio dichiarare di voler contrastare il consumo di suolo e privilegiare il recupero dell’esistente, proponendo al contempo un nuovo insediamento in un’area ormai trasformata in un ecosistema forestale maturo. Il bosco è un patrimonio ecologico strategico, per la sua funzione di mitigazione climatica, tutela della salute, conservazione della biodiversità e rifugio per la fauna.

Anche il riferimento ai soli “due ettari” edificabili rischia di sottostimare il reale consumo di suolo, che comprenderebbe servizi, viabilità, parcheggi e infrastrutture. Inoltre, il problema non è soltanto la superficie occupata: anche interventi limitati possono interrompere la continuità ecologica e compromettere un ecosistema che oggi costituisce un corridoio naturale di collegamento con il fiume Reno.

Infine, edilizia sociale e tutela del bosco non sono necessariamente obiettivi incompatibili. La proposta dei comitati è trasferire i diritti edificatori verso aree già impermeabilizzate, degradate o da riqualificare. Non si tratta quindi di scegliere tra diritto alla casa e ambiente, ma di individuare per ciascun obiettivo gli ambiti più adeguati, evitando di sacrificare un ecosistema.

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