La città

La ex Caserma Sani

Resistenze Spaziali

Dopo avere ascoltato l’intervista del Sindaco Matteo Lepore a Radio Città Fujiko, interveniamo su uno dei temi affrontati: il destino delle ex aree militari e dell’ex Caserma Sani.

Il progetto di “rigenerazione” dell’ex Caserma Sani – approvato nel 2021 e, per fortuna, scaduto senza essere attuato – non è il frutto che la “cattiva” Cassa depositi e prestiti avrebbe imposto a un Comune “buono”, privo di responsabilità. È stato infatti il Comune, durante il mandato Merola, ad approvare un “Accordo di programma” che prevedeva la privatizzazione dell’area, l’abbattimento di quasi 400 alberi e un consistente intervento di edilizia privata. Ora il Sindaco afferma che il progetto deve cambiare, ma per essere credibile non può limitarsi alle affermazioni generiche dell’intervista, dietro alle quali non si intravede alcun pensiero progettuale.

Se Lepore crede davvero che in quell’area occorra fermare la speculazione finanziaria, dovrebbe essere coerente e bloccarla in tutte le ex aree militari. Al contrario, il Comune ha avallato la scelta dell’Agenzia del Demanio di vendere all’asta a privati una vasta porzione dell’ex Caserma Perotti (6 ettari) e l’intera ex Caserma Stamoto (13 ettari). In queste aree verranno realizzati interventi nella medesima logica che il Sindaco intenderebbe, a parole, bloccare all’ex Caserma Sani. Allora, dov’è la coerenza?

A proposito della salvaguardia ambientale, il Sindaco rivendica la scelta di mantenere il bosco urbano ai Prati di Caprara Est. Dimentica però che, durante il mandato Merola, il Comune voleva radere al suolo l’intera area per un progetto di speculazione edilizia. Se quell’area rimarrà “un polmone verde tra i più grandi d’Europa”, sarebbe onesto riconoscere il ruolo del Comitato Rigenerazione No Speculazione. La mobilitazione delle cittadine e dei cittadini ha impedito devastazioni ambientali di cui il Comune era promotore. Anche sull’area Ovest dei Prati, le parole del Sindaco non sono rassicuranti, perché sarebbero previste nuove edificazioni.

Anche all’ex Caserma Sani la progettualità viene dal basso. Nell’iniziativa del 18-20 settembre, Resistenze spaziali ha presentato un progetto articolato, frutto di un anno di lavoro, ascolto degli abitanti e confronto con esperti. Un progetto che traduce una precisa visione della città pubblica e dei beni comuni e che oggi rappresenta l’unica proposta concreta per un uso sociale e pubblico dell’ex Caserma. Nessuno degli interventi in corso o ipotizzati mette al centro bisogni e desideri di cittadine e cittadini: dalle ex Officine Casaralta alle ipotesi sull’ex Caserma e fino alle idee sul nuovo stadio.

Il Sindaco è disposto a discutere a partire dal nostro piano? È disposto, insieme alla sua amministrazione, a confrontarsi pubblicamente con il nostro percorso, che mette al centro un’inchiesta sociale volta a conoscere i bisogni di chi abita intorno all’ex Caserma Sani? Attendiamo risposte che non siano solo dichiarazioni fumose da campagna elettorale.

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